“Servono tre punti per il salvataggio di Mps: approvazione del bilancio, varo del nuovo piano strategico, definizione dei contenuti e dei tempi della trattativa con Bruxelles”

“Le parole del Ministro Franco alle commissioni parlamentari sul Monte hanno prodotto reazioni assennate, anche da quelli che avevano impugnato l’ascia di guerra appena emersa l’intenzione della sostituzione dell’A.D. Bastianini“. Inizia così la nota con cui l’Associazione Confronti ha commentato l’ultimo intervento del ministro dell’economia Franco sulla questione Mps.

“Gli stessi delle ‘banchine regionali‘ – continua l’Associazione Confronti -, ora plaudono all’integrità del Monte e alla rinegoziazione con l’Unione Europea, unica strada per poter salvare lo standing nazionale dell’istituto. Prima del cavaliere bianco (nazionale o europeo) intravisto nelle dichiarazioni del Ministro, occorrerà però convincere i privati all’aumento di capitale. Privati chiamati a versare 900 milioni dei 2,5 miliardi di euro necessari. Sperando che questa somma non debba risentire di quel che sta emergendo nelle perizie del procedimento giudiziario incardinato a Milano circa i bilanci successivi al 2015″.

“E allora, davvero, adesso è il tempo di scrivere un percorso credibile per il salvataggio del Monte dei Paschi, che deve vivere su un ‘uno-due-tre’ che non ammette esitazioni: approvazione del bilancio, varo del nuovo piano strategico, definizione dei contenuti e dei tempi della trattativa con Bruxelles (e Francoforte). Magari, per quest’ultimo punto, utilizzando quanto ricordato dal Presidente ABI Patuelli sui quattordici anni di presenza maggioritaria dello Stato britannico in NatWest. Dovessimo tirarli fuori noi quei 900 milioni – conclude l’Associazione Confronti -, almeno questo percorso lo pretenderemmo…”.

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