L’allarme dei piccoli azionisti di Mps: “Bisogna assolutamente fermare questo disastro”

Attraverso una nota, i piccoli azionisti di Mps hanno chiesto maggiore tutela dopo l’approvazione dell’aumento di capitale della settimana scorsa: “Come previsto nell’assemblea di Mps – si legge nella nota -, dove ha partecipato praticamente solo il Mef con il suo 64.23%, su una partecipazione complessiva del 65.22%, è stato deliberato il raggruppamento 1 a 100 delle azioni e di procedere speditamente con l’aumento di capitale nonostante le condizioni di mercato siano molto sfavorevoli e, quasi sicuramente, si faranno ancora più disastrose vista la pesante recessione in atto”.

“Diversi azionisti, tra cui l’avv. Domenico Ricciardi, hanno sollevato il problema che questo aumento di capitale sarà l’ennesimo bagno di sangue per i piccoli azionisti ed hanno chiesto, come hanno fatto anche le banche del consorzio di garanzia, di attendere condizioni migliori e, soprattutto, evitare il raggruppamento – prosegue la nota -. A detta del Dott. Luigi Lovaglio l’adc è estremamente necessario per poter sostenere il costo dei 3.500 esodati. Ossia mantenere a casa 3.500 persone con lo stipendio all’80%. Nulla da obiettare, però non possono essere sacrificati i piccoli azionisti. Perché se l’adc sarà in stile Saipem, come sembra, i piccoli risparmiatori perderanno tutto”.

“Se l’adc è da fare – prosegue la nota -, anche se la banca non presenta alcuno shortfall, che viene spostato continuamente in avanti, bisogna farlo senza penalizzare chi ha già dato fiducia alla banca, messo i propri risparmi e che non potrà iniettarvi altra liquidità. È semplicemente impensabile integrare con altri 2.50€/azione quando il valore attuale è di 0.34€/azione. Ad esempio chi ha 50.000 azioni, che oggi valgono circa 17.000 €, dovrà aggiungere altri 125.000€. Non è assolutamente contemplabile tale cosa! E i vertici della banca, e del MEF, lo sanno perfettamente. Per questo cercano altri investitori!”.

“Ad oggi la banca ha bruciato quasi 30 miliardi di euro senza che ci sia un colpevole – spiega la nota -. Migliaia di piccoli risparmiatori hanno già perso tutto negli anni precedenti e con questo adc si prospetta l’ennesimo disastro. Come può avvenire tutto ciò in un paese che dovrebbe essere civile e democratico? È legale rubare i soldi ai risparmiatori in questo modo? Perché di questo si tratta. Lo sappiamo perfettamente che investire in borsa è un rischio, ma quanto successo, e continua a succedere, in MPS è una rarità e le anomalie continuano ad essere troppe”.

“Bisogna assolutamente fermare questo disastro – si legge -, che, a mio avviso, possiamo benissimo definire crimine! Le autorità competenti, se la banca ha intenzione di andare a distruggere totalmente l’attuale capitalizzazione e gli attuali azionisti, devono intervenire in maniera seria e dura! A proposito delle anomalie relative alla misera capitalizzazione di borsa, di cui ho sempre fatto riferimento nelle mie precedenti corrispondenze, il 15/09 u.s. finalmente Filippo Caleri ne ha fatto riferimento nel suo articolo pubblicato nel quotidiano ‘Il Tempo’. Ecco il paragrafo in questione:

Attualmente i titoli sono trattati a 0,36 euro, e negli ultimi sei mesi la quotazione ha perso il 61%. La capitalizzazione totale ammonta così oggi a 365 milioni circa e rappresenta quindi una frazione dell’aumento da eseguire. Non è una situazione normale. Perché in queste condizioni, e cioè con prezzo così basso, è difficile anche offrire in sottoscrizione i titoli a forte sconto, con il rischio di oscillazioni speculative del prezzo delle azioni e dei diritti. Per questo l’ideale sarebbe partire già con una base di investitori e Lovaglio vorrebbe concludere l’operazione nel più breve tempo possibile, se possibile già nel giro di un paio di mesi, a novembre, anche per chiudere senza criticità la partita degli esuberi. La situazione del titolo però è stata oggetto di analisi da parte degli osservatori dei mercati: troppe le anomalie negli scambi soprattutto nel tirare in basso le quotazioni. Una cosa che non avrebbe un senso logico a livello industriale. La banca senese ha un potenziale commerciale enorme, è fortemente radicata in un territorio ricco, e potrebbe sviluppare un fatturato molto più elevato se avesse ‘più fieno in cascina‘, cioè più fondi. Quelli che Lovaglio cerca”.

“Quindi il solo socio di maggioranza, il Mef, ha deciso di raggruppare le azioni 1 a 100. Ai prezzi odierni il valore di ogni singola azione si aggirerà sui 34,00 €. Quante azioni nuove pensano di emettere lor signori? 2,5 miliardi a 1,00 €? 1 miliardo a 2,50 €? 500 milioni a 5,00 €? 250 milioni a 10,00 € o 125 milioni a 20,00 €?
Più il numero delle nuove azioni sarà alto, e quindi il prezzo basso, più distruttivo sarà, come successo in Saipem. Visto che porteranno il numero totale delle vecchie azioni verranno raggruppate a soli 10 milioni.
Inutile raggruppare le azioni 1 a 100 per poi caricare tutto il valore sui diritti che non saranno vendibili, se non a prezzi vicino a zero euro!”.

“Visto che il dott Luigi Lovaglio, in risposta alle obiezioni sul raggruppamento azionario, ha dichiarato: ‘Il raggruppamento azionario è funzionale all’operazione di aumento, intende semplificare la gestione amministrativa delle azioni, migliora e rende più efficienti gli aspetti negoziali nel trattare le azioni, il cui numero è destinato ad aumentare’ allora ci aspettiamo che vengano emesse meno azioni possibili. Allo stato attuale, perché non emettono, ad esempio, 62,5 milioni di azioni a 40,00 € o, meglio ancora, 31,8 milioni di azioni a 80,00 €? Solo così gli azionisti attuali verranno tutelati, evitando l’ennesimo disastro e soprattutto il titolo recupererebbe l’attuale capitalizzazione”.

“Le conseguenze dei raggruppamenti le conoscono tutti. Perché raggruppare un miliardo di azioni a 10 milioni per poi riportarle a diversi miliardi? Ritrovarsi un miliardo di azioni in più, tra le probabili miliardate di nuove azioni, cosa cambia al dott. Luigi Lovaglio?? Assolutamente nulla, se non quello di cancellare totalmente l’attuale capitalizzazione e spazzare via i piccoli risparmiatori che verranno messi sul lastrico.
Mica il Dott. Luigi Lovaglio e il suo staff dovranno fare i calcoli manualmente. Ma di cosa stiamo palando?? Nonostante le difficoltà, oggi MPS non vale certo 300 milioni di euro. Quando era davvero morta è stata messa sul mercato a 8,00 euro, ossia 8 miliardi di euro, convertendo le subordinate. La capitalizzazione odierna è frutto della speculazione ribassista che ha sempre fatto il bello e cattivo tempo in Mps”.

“Visto che da mesi l’adc di Mps viene accostato a quello disastroso di Saipem mi permetto di riportare i dati:
Al 31/12/2021 Saipem aveva un capitale sociale di 2,191 miliardi di euro. La perdita del 2021 è stata di 2,38 miliardi di euro. Per questo il capitale sociale è stato ridotto ed emesso un adc da 2 miliardi di euro. Avendo riserve per 661 milioni di euro, l’erosione del capitale sociale è stato di 1,72 miliardi di euro circa. Quindi il capitale sociale è stato portato a 460 milioni di euro, dopo altri 10 milioni di euro di rettifiche. Le azioni sono passate da 1 miliardo circa prima a 212 milioni ed infine a 21,23 milioni per poi riportarle oggi a circa 2 miliardi”.

“Il capitale sociale di Mps è stato appena portato dai 9 miliardi circa a quasi 5 miliardi di euro per le perdite degli ultimi anni – conclude la nota -. Il 2021 si è chiuso con un +300 milioni di euro, e il primo semestre 2022 è stato chiuso con un +100 milioni circa con un patrimonio netto di 5.8 miliardi di euro. Perché dovrebbero distruggere l’attuale capitalizzazione se ci sono 5 miliardi di capitale sociale? Perché soprattutto quota 0.34€? Oggi Saipem ha un capitale sociale di 500 milioni di euro e attualmente capitalizza in borsa 1,28 miliardi di euro (0.643€/azione). Chiedo un intervento immediato affinché i piccoli azionisti vengano finalmente tutelati. Non è accettabile che le autorità competenti, e il ministero delle Finanze, avallino questi aumenti di capitale distruttivi”.

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