BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA GUIDO BASTIANINI (Ph.Fabio Di Pietro)

La presa di posizione di Carla Ruocco, presidente M5s della Commissione d’inchiesta sulle banche

“Lo Stato italiano uscirà dal capitale di Mps entro il 2021, come da accordi con la Commissione Ue”. La conferma, nonostante la recessione per il Covid che portato una ventata di nazionalizzazioni dirette e indirette in tutta Europa, l’ha data il ministro dell’economia Roberto Gualtieri a un forum della Bloomberg senza però aggiungere altri dettagli sul come e se questo voglia dire un’aggregazione con un altro istituto di credito. Negli ultimi giorni sui mercati erano circolate le voci di un’operazione con il Banco Bpm ma il ministro non ha voluto commentare.

Non e’ chiaro se il Tesoro, ora al 68% di Siena, cederà la sua quota o si diluirà in un’aggregazione ma appunto dovrà farlo il prossimo anno. Una dichiarazione che va appunto in controtendenza rispetto alle misure straordinarie varate in tutto il mondo dai governi per la crisi del virus (anche a favore del comparto finanziario) e dal nuovo orientamento delle autorità di vigilanza e regolazione, molto più flessibili rispetto al passato. Nei giorni scorsi sempre Bruxelles aveva autorizzato informalmente la cessione di Mps alla società pubblica Amco (ex Sga) di crediti deteriorati per 8 miliardi di euro. Un passo atteso da tempo e che permette al nuovo ad Guido Bastianini di procedere con più serenità nel completamento del derisking della banca, non a caso definito da Gualtieri “Un passo chiave” nel percorso di risanamento iniziato con il salvataggio del 2017. “Sarà una storia di successo” assicura il ministro di una crisi bancaria “che e’ stata gestita e portata a soluzione”

Sull’argomento è tornato anche il Movimento 5 stelle, secondo cui c’è massima disponibilità “a mantenere un ruolo dello Stato in Mps“. Lo ha detto in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ Carla Ruocco, presidente M5s della Commissione d’inchiesta sulle banche, convinta che “è stato fatto un passo avanti con il salvataggio” e “ora sarebbe bene procedere in quella direzione magari anche per rilanciare il tema della creazione di una bad bank, anche grazie al recente accordo con Amco, e non fare passi indietro”. Secondo Ruocco “si potrebbe parlare anche di questo”, ovvero se Mps debba essere al 100% dello Stato, perché in ogni caso “l’atteggiamento della Ue sta cambiando” ed “è stato sospeso il patto di stabilità, si parla di recovery fund, si può anche parlare di rivedere alcune regole sulle banche”. Quindi “l’intervento nel settore bancario deve volgere sempre a requisiti di efficienza. Non deve essere accanimento terapeutico verso imprese senza futuro, ma sostegno per farle riprendere a camminare sulle proprie gambe. Sarebbe una cosa nuova rispetto all’intervento dello Stato come èaccaduto finora, con interventi spesso a crisi ormai esplose”. Quanto alla banca del Sud, secondo Ruocco dovrebbe avere “una vocazione fortemente territoriale e che sia di reale sostegno a un Sud sempre più depresso”. Ma, sottolinea, “mi pare chiaro che lo Stato debba avere un ruolo nella governance come indirizzo” anche se “la banca deve agire con un target di massima efficienza e buona gestione come ogni altro istituto. Insomma, nessuna nuova Cassa del Mezzogiorno”.

 Intervento su Mps anche da parte di Tommaso Fattori, di Toscana a Sinistra. “Occorre attribuire un ruolo primario e strategico al Monte dei Paschi di Siena nel sostegno a imprese e famiglie in questa fase di crisi economica causata dall’emergenza Covid-19″. La proposta arriva dal candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra, secondo il quale “Mps deve agire da Banca pubblica in questa crisi, aiutando a superare le lente e farraginose procedure del sistema bancario privato nazionale che tarda a fornire risposte tempestive a famiglie, lavoratori e imprese in questa fase di recessione”. Una mozione consiliare appena presentata da Fattori assieme al collega Paolo Sarti chiede alla Regione di attivarsi presso il governo nazionale per far in modo che Mps possa realizzare un’efficace azione di sostegno ai settori dell’economia in crisi di liquidità come partite Iva, commercio, artigianato, agricoltura e industria. “Lo Stato detiene ancora oltre il 60% del capitale di Mps, che è dunque l’unica banca pubblica italiana con attività rivolte direttamente al consumatore finale di beni o servizi”, ha aggiunto Fattori. “Ritengo che Mps debba rimanere anche in futuro in mani pubbliche, d’altro canto la stessa Germania ha una ricca rete territoriale di banche pubbliche. Ma al di là della prospettiva, è evidente a chiunque che e’ del tutto irrealistico il completamento del processo di privatizzazione concordato con l’Europa prima della fine del 2021”, ha aggiunto Fattori.

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