Claudio Marignani ricorda il Cavaliere

Claudio Marignani, forse forse ad Arcore l’avrebbero fatto entrare, ma forse preferisce stare a Siena ad aiutare la presa in carico delle proprie competenze dell’assessora Vanna Giunti. E chiaramente ad editare una “trionfale” edizione del giornalino di Sena Civitas.


“Non è così – ci dice Claudio Marignani – : confermo quanto detto e scritto più volte, e cioè che non avrò ruoli o incarichi. Il mio percorso politico era concluso prima delle elezioni e sono entrato in lista solo per raccogliere voti per Sena Civitas. Quindi il mio impegno sarà limitato, se richiesto, a dare una mano. Non altro”.


Claudio però parlaci di Silvio Berlusconi, qual è il tuo sentimento e quale il tuo giudizio a ventiquattrore dalla scomparsa?


“Il decesso di Berlusconi, che ho incontrato più volte ma senza colloqui privati, mi ha commosso. Mi sono tornate alle mente la marcia silenziosa nelle vie del centro di Siena per i fatti di Milano; le manifestazioni oceaniche a Roma; la sua scesa in campo vittoriosa contro la gioiosa macchina da guerra; il periodo in cui sono stato segretario provinciale di Forza Italia e del Popolo della Libertà, con una grande partecipazione di giovani e risultati elettorali di rilievo nonostante a Siena fosse molto forte il rapporto fra economia e politica che ruotava su MPS e sulla Fondazione”.


Tu, a tutt’oggi, resti l’unico consigliere regionale del centrodestra (Forza Italia) che Siena abbia mai eletto in Regione Toscana: quando e dove hai conosciuto il Cavaliere?


“A Firenze ad una cena. A Siena e in Toscana, nasceva allora una nuova classe dirigente, fra cui amici che oggi ricoprono ruoli in Parlamento, di guida politica di partiti di cdx, ruoli amministrativi. Bei momenti. Da quel periodo è nato anche un modo nuovo di concepire i partiti e la leadership, che oggi è diffuso e trasversale”.


Solo di recente, Salvini prima e la Meloni poi, si sono imposti, ma in questo trentennio Berlusconi ha egemonizzato lo scenario politico: cosa succederà ora?


“Cosa succederà adesso è una domanda difficile. Forza Italia era legata alla figura di Berlusconi sia come personalità ma anche per sussistenza. Credo ci sarà una fase riflessiva che porterà ad un congresso non facile. Certo è che se venisse a mancare la rappresentanza di un’area moderata, il rischio di composizioni e scomposizione sarebbe alto”.

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