Seggiani (Cgil): “Questa è una mattanza che va fermata, in Italia abbiamo più di 3 vittime al giorno”

E’ caduto da quasi dieci metri di altezza e sopra a lui è piombato il pannello sul quale stava lavorando. Aveva appena 24 anni il giovane morto a Gaiole in Chianti, era di origine egiziana ed era felice di avere un lavoro in una ditta che aveva un subappalto nella ristrutturazione degli edifici di una grande azienda agricola.

“E’ il quarto incidente mortale sul lavoro in provincia di Siena dall’inizio del 2023” spiega il segretario provinciale Cgil Fabio Seggiani. Le sue non sono parole di circostanza, si sente quanto questa ennesima tragedia lo abbia toccato. “E’ una strage, non un incidente. Ricordiamo che in Italia contiamo 3,2 morti sul lavoro per 365 giorni l’anno. Se consideriamo solo i lavorativi sono bollettini di guerra. E questo avviene da decenni. Non si può liquidare la notizia con una pacca sulla spalla, è nostro obbligo, anzi obbligo di tutti, trovare un percorso che inverta questa mattanza in maniera seria”.

E prosegue: “Sono tre le direzioni da intraprendere, tre assi che Cgil chiede da tempo. Il primo è la formazione, già dalle scuole. Bisogna inculcare la cultura della sicurezza sia per chi sarà imprenditore che per chi sarà dipendente. Si tratta di rispetto della vita delle persone che va molto oltre la bramosia di ottimizzare i costi. Il secondo punto è agire sulle imprese che non rispettano il decreto legge 81 (identificare i rischi legati all’attività lavorativa e ridurli ai minimi). Sono troppe le aziende che non rispettano le norme, e questo è un dato portato da Inail. Per fare ciò è necessario anche intervenire nel settore degli appalti. Dove è morto il ragazzo lavoravano in subappalto sei ditte diverse. Il controllo diventa difficilissimo. E nel non rispetto delle regole di sicurezza rientra anche il ricatto occupazionale”.

“Al terzo punto – conclude Seggiani – la necessità di mettere fine al continuo depotenziamento del controllo. Abbiamo un ispettore ogni 50mila aziende. Il personale degli ispettori è stato ridotto ad un terzo rispetto a quello che era anni fa. E’ una cosa incredibile. E serve interazione tra i vari servizi ispettivi. Non può esistere che ci sono aziende che vengono controllate in pochi mesi da tre enti diversi ed altre che non hanno mai avuto un controllo”.

Spiega inoltre Seggiani: “Per le grandi opere, come ad esempio la Siena-Grosseto con Anas, abbiamo sottoscritto dei protocolli alla presenza della Prefettura. Si tratta di buone pratiche che hanno una loro efficacia. Ma in un appalto privato questo è difficile se non impossibile. E così contiamo i morti”.

Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare

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