Urla e schiamazzi fino a tarda notte, gli abitanti del centro storico non ci stanno e denunciano pubblicamente il baccano notturno

Inizia la settimana del Bravìo di Montepulciano e, puntuale come l’arrivo delle botti sul sagrato del Duomo, cominciano anche le prime lamentele dei residenti dell’affascinante centro storico poliziano. Sul referto, ovviamente, non possono che finire gli schiamazzi notturni delle centinaia di ragazzi e ragazze che partecipano alle celebri feste in contrada, che dall’ora di cena fino a mezzanotte circa (o anche un’ora in più) ridanno un po’ di vita, allegria e momenti di distrazione ai giovani che popolano Val di Chiana e Val d’Orcia. Il problema principale non sono tante le feste in sè ma quello che, nello specifico, è definito “fare after, che fondamentalmente coincide col “far baccano” per le vie del paese: cosa che chi abita dentro la mura della città medievale, fin dall’inizio dei tempi, non vede certo di buon grado.

La polemica è scoppiata sul gruppo Facebook di Piazza Poliziana, dove una donna ha criticato un eccessivo frastuono notturno “Sono quasi le 2 di notte e in via del Poliziano gruppi di ragazzi dai vent’anni in su che urlano bestemmie continue, con emissioni di flautolenze, prendono pure a calci le auto e i portoni. Se a questo devono portare le feste in contrada per me possono anche smettere di farle. Nessun controllo, siete una vergogna e vergognoso chi ve lo consente!”. Un post per certi versi tragicomico che però, limitatamente al discorso del “nessun controllo”, trova consensi anche in un’altra frangia della cittadina, che ha ammesso di aver chiamato chi di dovere che, a sua volta, ha risposto semplicemente un banale e lapalissiano “è la settimana del Bravìo, è ovvio che ci sia confusione”. Non solo: finestre che tremano per la musica troppo alta, escrezioni di diverso genere in vari angoli del paese e chi più ne ha più ne metta. Tutti fatti salienti che probabilmente succedono da sempre e che, ad un passo dalla stracittadina più importante dell’anno, tornano in voga tra gli abitanti del luogo. O che, per meglio dire, non vanno mai in prescrizione.

Parafrasando una delle frasi celebri del film “Il Grande Lebowskia Montepulciano – a differenza del Vietnam – ci sono delle regole ma di certo, più che seguire i rigidi permessi concessi dal Comune di competenza, i contradaioli non è che possano fare molto. Gli organizzatori delle feste – in particolare, quelle più conosciute sono di Collazzi, Gracciano e Voltaia – possono certo richiamare all’ordine e al buon senso dei partecipanti durante e dopo lo svolgimento dell’evento, ma non possono certo costringerli a liberare le strade in virtù di una legge non scritta o di qualsivoglia altro motivo. È vero, insomma, che “chi dovrebbe garantire il rispetto e la convivenza – ha scritto un’altro utente – ignora il problema e acconsente ad una manifestazione di questo tipo anche nei giorni lavorativi. Chi organizza la festa non ha né il buon senso né il rispetto per chi ci abita”. Insomma, una polemica continua che tocca più fronti ma alla fine, come ha cercato di spiegare un esiguo numero di conversanti, il Bravìo c’è una settimana all’anno. Come dire: sopportateli.

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