Il Bruscello Poliziano andrà in scena tutte le sere a Montepulciano fino a Ferragosto

Buona la prima per il Bruscello Poliziano: dopo tanta attesa è andata finalmente in scena la prima rappresentazione di “Lorenzo il Magnifico. Il Poliziano alla corte dei Medici”, l’inedita e originale ideazione della Compagnia Popolare del Bruscello che celebra la vita di Agnolo Ambrogini alla corte di Lorenzo de’ Medici. Un rapporto particolare, quello tra Montepulciano e Firenze, che ha contributo a modellare il Rinascimento italiano così come lo conosciamo.

Lo spettacolo è stato contraddistinto dall’esordio alla direzione musicale del giovane maestro Ymar Caguing, che ha guidato l’orchestra
del Bruscello e il gruppo di coristi e solisti sul palcoscenico naturale del sagrato del Duomo di Montepulciano. La sapiente miscela tra musica e canto, scenografie e coreografie, con il coinvolgimento di quasi 200 persone, ha messo in luce l’importanza e la vivacità della manifestazione poliziana, giunta alla 84esima edizione.

Durante la prima serata di rappresentazione si sono anche svolte le premiazioni del “Premio Cantastorie”, che ogni anno viene assegnato
dalla famiglia Crociani, in memoria degli storici bruscellanti Arnaldo e Giorgio Crociani, ai membri della compagnia popolare che maggiormente si sono distinti nella manifestazione nel corso degli anni.

I premi dell’edizione 2023 sono andati a Paolo Abram, cresciuto sul palcoscenico del Bruscello fin da quando i genitori erano preziosi
protagonisti, fino a diventare vicepresidente dell’associazione, e ad Anna Meconcelli, che da anni partecipa all’organizzazione dello
spettacolo dietro le quinte, gestendo il gruppo dei bambini e collaborando con la sartoria del Bruscello.

Il Bruscello Poliziano andrà in scena tutte le sere, fino al 15 agosto, in Piazza Grande a Montepulciano, con le repliche di “Lorenzo il
Magnifico. Il Poliziano alla corte dei Medici”. Una tradizione che continua nella forma moderna dal 1939 e che nel corso degli anni ha
coinvolto centinaia di bruscellanti in tutto il territorio, proseguendo una forma di teatro popolare che affonda le radici nei riti agresti
della civiltà contadina.

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