“Viale Sardegna era l’ideale: al momento non ci sono prospettive per il futuro. Siamo tornati al via come in un eterno gioco dell’oca

La probabile cessione dell’immobile di viale Sardegna alla Asl, così come annunciato nei giorni scorsi dal presidente della provincia di Siena Silvio Franceschelli ha generato “frustrazione e rabbia” nei docenti e nei genitori degli alunni dell’istituto “Monna Agnese” di Siena. A inizio anno – secondo quanto raccontato a Gazzetta di Siena – infatti era stato promesso loro la nuova sede proprio nello stabile di proprietà dell’amministrazione provinciale. Una soluzione che avrebbe risolto l’annoso problema della sede dell’istituto superiore, diviso fra la storia sede in via del Poggio e quelle in via Bassanini e in via Tommaso Pendola.

“Siamo una comunità scolastica diffusa – dice la professoressa Grazia Rossi -: le tre sedi dividono di fatto quella che è la nostra comunità. Questa comunità non si ricongiunge praticamente mai, gli alunni sono divisi e si perde il tessuto relazionale. Subiamo la perdita anche del diritto di sentirsi parte di un istituto, di confrontarsi con gli studenti e fra docenti. Il nostro lavoro non può prescindere dalla relazione umana. E’ un primo disagio che si trascina da troppo tempo. Questa divisione doveva essere limitata nel tempo e invece non si vede la fine di questa situazione. Agli inizi di questo anno, a gennaio 2020 siamo stati invitati dal presidente della provincia ad un sopralluogo in viale Sardegna, nell’immobile che lui stesso indicava come sede possibile del Monna Agnese. Siamo rimasti entusiasti della collocazione. Questa possibilità pare sfumata di recente e questo ha generato frustrazione. Siamo tornati al via come in un eterno gioco dell’oca, non c’è una sede definita per il Monna Agnese. C’è delusione, frustrazione e anche rabbia. Non si capisce perché questa comunità di oltre cinquecento persone fra docenti, personale e studenti non debba avere una collocazione. La scuola è un soggetto debole, viene riconosciuto importante, ma poi si lascia sempre all’ultimo posto”.

“Ci aspettavamo un progetto su viale Sardegna – dice Paola Carmignani, genitore di uno degli studenti -. In questa scuola i laboratori sono fondamentali e professionalizzanti, hanno bisogno di spazi, di un ambiente nuovo e una nuova costruzione permetteva di realizzare tutto immediatamente. Faccio fatica a immaginare i laboratori nell’ipotizzata nuova sede al ‘Pendola’, un fabbricato storico dove certe strutture non possono essere inserite. Puntavamo molto su viale Sardegna, era facilmente e immediatamente fruibile. Siamo in una situazione precaria che dura ormai da quindici anni, sono consapevole che mio figlio non vedrà mai una nuova sede, ma questa cosa va risolta alla svelta”.

Le parole di Grazia Rossi e Paola Carmignani.

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