Roberto Monaco

Abbiamo chiesto a Roberto Monaco, presidente dell’ordine dei medici di Siena, di rispondere ad alcune nostre domande per capire come sta evolvendo la campagna vaccinale. Ecco quello che ci ha detto

Prosegue la campagna vaccinale tra incertezze e novità. Con la stipula dell’accordo quadro siglato tra Federfarma, Assofarm, Governo, Regioni e Province Autonome, adesso le farmacie si preparano a diventare centri di somministrazione dei vaccini anti-Covid, nonostante le diverse polemiche. Dubbi anche in merito alle forniture dei vaccini sul territorio senese, soprattutto dopo la mancata consegna in Toscana delle 70mila dosi di AstraZeneca, arriveranno le dosi promesse? È giusto l’obbligo vaccinale per il personale sanitario? E poi, a che punto siamo con gli anticorpi monoclonali? Abbiamo posto queste ed altre questioni al presidente dell’ordine dei medici di Siena Roberto Monaco, da poco rieletto segretario nazionale della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri.

Presidente, complimenti per la rielezione. Cosa significa per lei?

“E’ una elezione che dedico a Siena, alla sanità e a tutti i medici che rappresento come presidente dell’ordine. Non è solo una vittoria personale ma della nostra sanità nella sua totalità. Il fatto di essere stato eletto all’unanimità mi da maggiore responsabilità nei confronti dei 438mila medici che rappresento a livello nazionale. Grazie”.

Ma entrando nel vivo della questione vaccini, a che punto siamo e quali sono i problemi emergenti?

Il problema della campagna vaccinale è che non ci sono i vaccini. Abbiamo un esercito di professionisti pronti a somministrare le dosi, non è quindi un problema di personale. Anche perché a quelli già presenti si aggiungono tutti quei medici in pensione che si sono messi a disposizione per poter vaccinare, perché si è medici sempre, quindi li ringrazio. Ribadisco che il vero problema, come a Siena a livello nazionale, è l’approvvigionamento delle dosi”.

Quando arriveranno ulteriori forniture?

“Si dovrebbe sbloccare tutto nei prossimi giorni, per ora siamo in attesa. Dovranno arrivare molti dosi di Pfizer-BioNTech e di AstraZeneca, oltre al Johnson & Johnson. Il problema è: arriveranno tutte le dosi che sono state promesse? È una questione di coordinamento a livello europeo, non soltanto italiano. L’Europa si sta facendo sentire con i produttori, quando ci saranno più possibilità vaccinali saremo tranquilli”.

Tema molto dibattuto in questi giorni è il raggiungimento dell’accordo quadro che consentirebbe l’esecuzione dei vaccini nelle farmacie secondo dei protocolli specifici. Lei è d’accordo?

“Non sono completamente d’accordo, non tanto per il fatto che i farmacisti possano o meno somministrare i vaccini. Piuttosto va fatto un ragionamento sulla tutela della salute del soggetto. Per fare un vaccino c’è bisogno del consenso informato che è di fatto un atto medico, prima di fare una iniezione ci deve essere una conoscenza della salute del paziente prossimo al vaccino, capire se può o non può fare quel vaccino è competenza del medico. Ci sono dei ruoli che nascono dalle competenze e le competenze dalla conoscenza, chi ha studiato per fare il medico è giusto che faccia il medico”.

“Poi – continua sulla questione – quello di cui sono convinto è che se si vuole collaborare tra professioni diverse dell’ambito sanitario ben venga, ma ognuno deve fare il suo. Non si può prescindere dal medico per fare il vaccino anche perché nei bugiardini sono previsti 15 minuti di attesa dopo la somministrazione del vaccino, questo per capire se possono esserci eventuali reazioni allergiche o effetti collaterali che presuppongono una diagnosi e una terapia, cioè atti medici. A me va bene tutto ma non ci devono essere interferenze tra le professioni per rispetto e tutela dei cittadini”.

Altra questione sollevata in questi giorni è l’obbligo sanitario, che ne pensa?

“Io sono d’accordo. Laddove ci sono perplessità da parte di alcune persone verso i vaccini, come è successo nei confronti di AsrazZeneca, il medico deve dare l’esempio e deve essere il primo a vaccinarsi, per proteggere se stesso e gli altri. Complicata poi l’ipotesi di spostare i medici non vaccinati in altri reparti, perché sarebbero svariati i problemi organizzativi nel reparto stesso. Devo dire comunque che i medici senesi hanno aderito tutti alla vaccinazione. Diverso è il caso dei medici No Vax, l’ordine dei medici deve essere durissimo nei loro confronti perché non possiamo permetterci in un momento così delicato che un medico non si sottoponga al vaccino”.

“Ricordo – aggiunge Monaco – che il vaccino è un farmaco e che quindi può avere effetti collaterali, è chiaro che il vaccino non dona l’immortalità, ma ci proteggere dal virus. Questo è fondamentale se consideriamo che nel mondo ci sono più di 300milioni di vaccinati e di casi sospetti solo 37, casi di cui tra l’altro è stata esclusa la correlazione con il vaccino. Però è giusto che nel momento ci sia un dubbio, la scienza si fermi e faccia dei controlli, se ci sono dei dubbi vanno studiati, come è accaduto”.

Accanto ai vaccini poi saremo aiutati dagli anticorpi monoclonali, a che punto siamo con questi?

“Ci stiamo lavorando infatti saranno disponibili a breve. L’ordine dei medici di Siena sta preparando un corso webinar per i medici proprio sugli anticorpi monoclonali. Partirà tra un mese grazie al sostegno del professore Rino Rappuoli che gentilmente ci sarà vicino”.

Verranno somministrati solo a livello ospedaliero?

“Non è detto. Comunque arriveranno, è chiaro che non sono la stessa cosa del vaccino che è la nostra vera arma contro la pandemia. Possiamo dire che in guerra si vince con il vaccino che già di per se evita di avere feriti, laddove poi ci sono i feriti, per evitare il decorso mortale, ci sono gli anticorpi”.

Insomma, quando ci libereremo di questo virus?

Dobbiamo tenere duro ancora un pò, almeno finché non arriviamo all’immunità di gregge, cioè fin quando non riusciamo a vaccinare l’85% della popolazione. Durante questo periodo saranno molti gli aiuti che ci verranno incontro, tra poco arriveranno altri vaccini come il Johnson & Johnson. Quest’ultimo sarà molto importante per accelerare la campagna di vaccinazione, grazie alla possibilità di somministrare una sola dose. Nel frattempo continuiamo a mantenere le precauzioni di sempre: mascherina, distanziamento e lavaggio frequente delle mani. Pian piano vedremo la luce in fondo al tunnel”.

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