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I sindacati dei pensionati tornano sulla modifica della procedura in caso di cessazione dell’attività da parte dei medici di famiglia

Arriva il rilancio della proposta per la modifica della procedura attualmente adottata dalla Asl in caso di cessazione dell’attività da parte dei medici di famiglia. Ad abilitarsi in tale direzione, a inizio febbraio, erano stati i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil con l’appoggio di Cgil, Cisl e Uil di Siena.

Lo scopo della nostra richiesta si fonda non solo sulla semplificazione degli obblighi in capo ai cittadini, oggi avvertiti solo una settimana prima che il proprio medico chiuda l’ambulatorio – spiegano i sindacati dei pensionati –, ma anche sull’amara considerazione della riduzione del numero dei medici operanti sul territorio provinciale, passati dal 2012 al 2020 da 207 a 180. Anche nel 2021 continua la diminuzione dei sanitari: dal mese di dicembre ad oggi, a fronte del pensionamento di 6 medici di famiglia, soltanto in 2 casi c’è stata la sostituzione con l’ingresso di nuovi dottori ad esercitare la professione, per gli altri 4 non vi sarà ed i loro assistiti dovranno scegliere tra i medici già presenti nell’ambito locale”.

Ciò è avvenuto perché la Asl Toscana Sud Est non ha dichiarato la ‘zona carente’ – spiegano Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil – senza obbligare all’emanazione di un bando per un nuovo medico di medicina generale. Non si comprende perché a volte l’interesse della categoria dei medici sovrasti quello dei tanti cittadini-pazienti, visto oltretutto che per le casse pubbliche avere nell’ambito territoriale un numero di medici più alto non comporta alcun ulteriore onere. Queste ultime vicende sui mancati subentri di nuovi medici a seguito di pensionamenti di altri, mette in evidenzia, se ce n’era bisogno, l’urgenza che si vada celermente alla modifica della procedura in vigore, considerato tra l’altro che molti medici nei prossimi anni cesseranno per raggiunti limiti di età”.

“Diverse associazioni ed enti locali hanno già dato la loro adesione alla proposta – concludono i sindacati dei pensionati – e quindi sollecitiamo coloro che ancora non l’hanno fatto a sottoscriverla al fine di presentarla alla Regione Toscana nel corso del mese di aprile”.

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