Le dichiarazioni del nuovo prefetto di Siena durante la conferenza stampa di questa mattina svoltasi in Prefettura

Da pochi giorni la dottoressa Matilde Pirrera è il nuovo prefetto di Siena. Siciliana, ha lasciato l’incarico esercitato ad Enna, proprio nella sua città di residenza, per tornare in un territorio che in parte ha già conosciuto, visto che è stata dirigente generale dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata ed ha curato le procedure per l’assegnazione della tenuta di Savignano.

“L’obiettivo – ha detto in occasione dell’incontro con la stampa nella Sala degli Arazzi in Prefettura – è sempre quello di poter restituire a chi è stato tolto ma nell’occasione Suvignano si è rivelato un bene eccessivo per le dimensioni del comune di Monteroni ed è quindi passato alla Regione Toscana”.

“Arrivo a Siena con lo stesso spirito e intento con cui intendo il ruolo del prefetto e della prefettura – ha aggiunto la dottoressa Matilde Perrera – ovvero capire quello che può essere fatto per il territorio come istituzione e fare da collettore appunto tra tutte le istituzioni. La prossima settimana incontrerò i sindaci della provincia per essere informata sulle loro problematiche ed esigenze. Ulteriore passo successivo, un incontro tra i prefetti sul problema dell’immigrazione, ed in particolare le strutture di accoglienza per i minori, con Siena che in ipotesi potrebbe anche ospitare un centro, come pure un corso per immigrati con permesso di soggiorno”.

È un tema, quello dell’immigrazione, su cui il nuovo prefetto ha maturato esperienza sul fronte quando era viceprefetto ad Agrigento, gestendo il centro di accoglienza di Lampedusa, e poi anche ad Enna. Nella visione della dottoressa Perrera, anche un’esperienza maturata con successo ad Enna: “La sede della Prefettura non è la casa del prefetto, ma è aperta e può ospitare iniziative quali convegni, presentazione di libri, concerti”. Ovvero, essere parte integrante della vita del territorio, ed in questa prospettiva anche le contrade di Siena – come le ha suggerito il cardinale Lojudice – fanno parte del tessuto connettivo della città.

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