“L’addizionale comunale all’Irpef è di fatto allo 0,8% per tutti è una finta progressività, solo a fini di propaganda. Poteva invece essere maggiormente articolata, come fanno in tanti Comuni”

L’intervento nel corso dell’ultimo Consiglio comunale del capogruppo del Partito democratico Alessandro Masi in merito all’annuncio dell’amministrazione di mantenere invariate le aliquote dell’Irpef e dell’Imu:

“Oggi si è riunito il Consiglio e anziché esaminare e discutere il bilancio consuntivo 2020, già prorogato al 31 maggio dal Dl. rubricato ‘Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi’, approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 aprile 2021, e nemmeno il cui schema è ancora pervenuto ai consiglieri comunali, si parla invece di aliquote Irpef ed Imu, che il Comune annuncia invariate rispetto al 2020. Che dire: l’addizionale comunale all’Irpef è di fatto allo 0,8% per tutti, ‘sbriciolata’ com’è in aliquote così simili (tutte concentrate tra lo  0,735 e l’ 0,8) da rappresentare più una finta progressività, solo a fini di propaganda, che un’effettiva ripartizione del carico tributario. Poteva invece essere maggiormente articolata, almeno tra lo 0,2 e lo 0,8, come fanno in tanti Comuni”.

“Per quanto riguarda la soglia di esenzione – continua Masi -, si tenga conto poi che già chi ha un reddito imponibile fino a 8.174 euro non paga Irpef. Quanto all’Imu, anche questa continua a viaggiare al massimo, dopo più di anno di pandemia sanitaria ed economica. Eppure, adesso gli effetti della crisi ed i nuovi bisogni sono più chiari rispetto ad un anno fa. Ad esempio: per gli alloggi a canone concordato, anziché l’aliquota Imu dell’1,06, si poteva rivedere qualcosa al ribasso, per favorire l’affitto e le sue forme agevolate nei canoni e nei termini, tempi e scadenze; come per le seconde case, distinguendo tra l’immobile che viene dato in affitto e produce rendita, da quello che rimane in carico al patrimonio e che non è in condizioni da essere reso funzionale o per il quale non ci sono risorse per migliorarlo e metterlo subito a reddito”. 

“C’era tutto il tempo per costruire una maggiore progressività – conclude il capogruppo del Pd – rispetto alle situazioni imponibili, magari facendo al contempo anche un punto su  quanti immobili si trovano al momento in classe F3,ovvero in corso di revisione catastale, dove  l’IMU non si paga, oppure sfruttare i commi 335 e 336 della Legge 311/2004 per classare meglio le abitazioni e rendersi conto se vi siano case di lusso tassabili e che invece sono in classi catastali ‘economiche’. In questo modo, con il gettito derivante, si sarebbero potute costruire maggiori agevolazioni, anche solo temporanee. Magari in un ragionamento integrato con le altre leve tributarie, compresa la tassa di soggiorno per i beni strumentali nel settore alberghiero ed extralberghiero. Invece, si tiene tutto al massimo, così non si sbaglia: meno si tocca al ribasso e meglio è, qualora poi ci fosse bisogno di aumentare. Un percorso, questo, sicuramente più difficile e rischioso, perché necessita di partecipazione e confronto con i cittadini. Al di là della nostra contrarietà d’ufficio come Forza di Opposizione, i cittadini si aspettano però qualcosa di più e di meglio dal bilancio comunale e dall’amministrazione dei tributi in questa Città, soprattutto in questa fase”.

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