La rubrica settimanale di Caterina Carmignani

In un’incantata Torino, Marta, pimpante diciannovenne, brutto anatroccolo esteticamente, splendido cigno per la sua positività e attaccamento alla vita, ha una rara malattia terminale e tenta in tutti i modi di conquistare il bellissimo e aitante Arturo Selva, che, per compassione, le concede una cena. Col passare del tempo gli opposti cominciano sempre di più ad attrarsi grazie a un sincero e reciproco amore: il non detto però, ovvero la condizione di salute della protagonista che peggiora di giorno in giorno, rischia di rovinare l’idillio.

Sebbene il filone sia quello dei non altrettanto riusciti polpettoni drammatici d’oltreoceano alla Nicholas Sparks o sulla falsariga di Colpa delle stelle (2014) o A un metro da te (2019), Sul più bello spicca non solo grazie alla proporzionata ironia con cui la malattia viene affrontata, rischioso espediente narrativo che il 99% delle volte trasforma un film in un tedioso racconto strappalacrime, ma soprattutto per la naturalezza con cui il film offre allo spettatore tematiche quali il body shaming o il ruolo ormai determinante che i social network hanno sugli adolescenti, non più quindi trascurabili o da edulcorare in quanto facenti parte della realtà.

Non è la retorica dello stereotipo del belloccio innamorato della ragazza bruttina che interessa, soluzione narrativa tipicamente fiabesca tanto quanto la fotografia e le luci pop che contraddistinguono il film, ma al contrario emergono e convincono più di tutto la volontà dei protagonisti di autodeterminarsi e accettarsi per chi si è, messaggio oggi più che mai da trasmettere agli adolescenti sempre più in balia di cambiamenti storici, sociali e sessuali. Il contributo fondamentale per la riuscita del film va soprattutto a interpreti come la promettente Ludovica Francesconi e il più ingessato ma altrettanto bravo Giuseppe Maggio.

Ed è proprio sul più bello, quando finalmente dei coraggiosi titoli nostrani come I predatori (opera prima del promettente figlio d’arte Pietro Castellitto) o Cosa sarà di Francesco Bruni si presentavano nelle sale, in barba ai blockbuster disneyani con non altrettanto fegato, che ieri il nuovo DPCM ha decretato anche la chiusura dei cinema e teatri fino al 26 novembre.

Nella speranza che tutto questo possa attenuare la corsa di questo maledetto virus, l’invito di chi scrive non può che essere come sempre quello di sostenere, nei limiti del possibile, il cinema, perché l’amarezza di oggi possa scomparire domani, a luci spente, davanti al grande schermo.

I consigli della settimana

Un classico

Mercoledì 28 ottobre, Italia Uno (6), 21.20: Grease (1978) di Randal Kleiser

Spaghetti western

Martedì 27 ottobre, Sky Action, 21.00: Per un pugno di dollari (1964) di Sergio Leone

Per i nottambuli

Giovedì 29 ottobre, Rai 1 (1), 01.50: La voce della luna (1990) di Federico Fellini

Per i più piccoli

Venerdì 30 ottobre, Sky Family, 21.00: Piovono polpette (2009) di Phil Lord, Chris Miller

Visioni d’autore

Sabato 31 ottobre, La7 (7), 21.15: Il petroliere (2007) di Paul Thomas Anderson

Serial Minds

Netflix: Suburra – la serie (2017-2020, 3 stagioni, 18 episodi)

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