Tanti senesi ricordano Maradona. Il pensiero dell’Acn Siena e il sonetto di Francesco Vannoni

“Mancava questa e poi siamo tutti. Dio è morto”. “Il più grande campione che il Calcio abbia mai espresso. Senza se e senza ma”. Sono solo alcuni dei messaggi dei senesi che hanno stampato in mente quel pomeriggio all’Artemio Franchi di Siena quando Maradona giocò un’amichevole contro la Robur. Era il 12 agosto 1984. (la foto è dell’archivio Nicola Natili, che ha affidato a Fb un suo personale ricordo). Un bel ricordo di Maradona è arrivato anche da Gianna Nannini.

“Ricordo ancora quella bellissima esperienza – scrive uno dei tanti senesi che erano presenti a quella partita -e anche alcuni cari amici che quel giorno erano in campo a fare i raccattapalle, come Pippo Marzocchi e Ranieri Sansoni detto Il Bighe. L’amichevole si giocava il giorno prima di dare i cavalli ed io e Pippo ci ritrovammo allo stadio e in modo quasi naturale iniziamo a parlare di Palio nonostante la nostra contrada non corresse. Eravamo molto emozionati, i nostri occhi erano solo per Maradona e quando uscì dalle scalette del Rastrello c’era un fotografo che conosceva bene la mia famiglia, Gino Sestini, il quale iniziò a scattare tantissime foto. Provai a chiedergli se mi faceva una foto con Maradona e mi disse che alla fine della partita ci avrebbe provato perché in quel momento le squadre stavano entrando in campo. Ricordo bene le giocate di Maradona soprattutto una traversa clamorosa, dopo aver fatto una magia al limite dell’aria. Alla fine della gara corremmo verso di lui che fu però circondato da tantissimi giocatori del Siena. Se non sbaglio vidi Santino Nuccio vicino a me ed io lo salutai abbracciandolo perché per me era il giocatore simbolo della Robur. Per stare con lui, io e Pippo Marzocchi perdemmo l’attimo della foto con Maradona che poi ho saputo che aveva scattato Nicola Natili e che ancora oggi può essere ammirata. Mi accontentai di ricevere da Maradona due autografi, uno su una cartolina che aveva proprio lui e un altro su un block notes che avevo portato dietro. Pochi giorni dopo andai dal fotografo Sestini a chiedergli di vedere le foto della partita e scelsi quella del Pibe de oro che usciva dalle scalette del Franchi con dietro la tribuna coperta gremita. Misi sulla foto l’autografo di Maradona e la incorniciai. Da allora è sempre stata attaccata al muro, quella è stata la prima ed unica volta che ho visto Maradona giocare dal vivo. Poi nel corso della mia attività di giornalista sportivo non l’ho mai incontrato e purtroppo mai intervistato, ma forse è stato meglio così perché sarei stato molto emozionato come quando mi trovai faccia a faccia con Platini. Per me, per la mia generazione e credo per tutti gli amanti del calcio, Maradona è stato il simbolo del genio del pallone. Poter dire di averlo visto giocare dal vivo a pochi metri è sicuramente un privilegio e ancora oggi una grandissima emozione”.

“Avevo poco più di dieci anni, ma senza un soldo per comprare il biglietto – ci racconta un altro senese – ci aggrappammo insieme ad alcuni coetanei che abitavano a San Prospero alla rete metallica, quella che c’era in viale dei Mille. Nella speranza di vedere lui, Diego, con la maglia del Napoli. Ricordo che era il Siena di Nuccio e Tosoni, quella squadra che poi avrebbe vinto il campionato, ma noi pensavamo solo a Maradona in quel pomeriggio. Nel finale della partita riuscimmo a entrare allo stadio, grazie alla benevolenza di un inserviente che ci aprì i cancelli per farci vedere gli ultimi minuti della partita. ‘Tanto l’incasso l’avete già fatto’. E fu così che vedemmo Maradona, il più grande di tutti”.

Francesco Vannoni, poeta e scrittore senese, gli ha dedicato un sonetto.

DIEGO

Vedetti sta’ ‘n campo era una poesia,
ma hai vissuto quella condizione
alimentata di genio e follia
che t’ha portato alla perdizione.

E ora tutti a riguarda’ ogni magia…
la traiettoria d’una punizione;
d’uno stòppe che pareva basta sia,
ma d’ogni tua giocata era ragione.

Que’ numeri che avevi nel tu’ piede…
Che un avversario ‘un li capiva,
ma neanche ‘l compagno poi li vede.

Voglio di’, stasera anche il bòn Dio
mentre t’affacci, dirà: “O, arriva
Diego! Col pallone…era al pari…Mio”.

“Ci lascia questo pomeriggio Diego Armando Maradona. Lo vogliamo ricordare con un pensiero che risale al 12 luglio 1984: a Siena – in una calda amichevole estiva – il giocatore più forte di tutti i tempi fece il suo esordio italiano….” Questo il pensiero dell’Acn Siena.

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