L’obiettivo è mostrare i risultati degli esperimenti e degli studi condotti nel dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze matematiche

Maker Faire Rome è un evento che facilita e racconta l’innovazione tecnologica connettendo le persone e le idee. Una piattaforma in grado di coinvolgere gli appassionati di innovazione in percorsi di co-progettazione, apprendimento, formazione e matchmaking. Il luogo in cui i protagonisti dell’innovazione europea si incontrano, si confrontano, scoprono le novità e fanno affari.

A questa edizione, in corso di svolgimento alla Fiera di Roma fino al 22 ottobre, l’Ateneo è presente con uno stand per raccontare storie di ricerca e di innovazione sviluppate dai ricercatori e dalle ricercatrici. Lo fa con uno stand dedicato al progetto Connecting Humans And Robots Through Wearable Haptics, proposto dal gruppo di Ricerca SirsLab, coordinato dal professor Domenico Prattichizzo. L’idea principale è mostrare i risultati degli esperimenti e degli studi condotti nel dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze matematiche.  In particolare, vengono mostrati i principali risultati della ricerca sulle tecnologie robotiche e sui dispositivi aptici indossabili, attraverso i quali è possibile ricreare un’interazione con ambienti virtuali veramente realistici e coinvolgenti.

La conferenza inaugurale, che si è tenuta lo scorso 19 ottobre e dal titolo “Innovatori come Noi”, ha visto fra i protagonisti Pif, Brunori Sas e Elisa Ricci che, in uno straordinario dialogo e performance curato da Fiorino Iantorno, direttore del Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, hanno esplorato “L’amore ai tempi dell’Intelligenza Artificiale”, con una riflessione sulle relazioni in evoluzione, modellate, anche, dalla tecnologia.

Viene presentato inoltre One-Health Lab, gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Annalisa Santucci, che si occupa di Bioeconomia applicata al settore delle Life Science. Grazie alla ricerca e sviluppo vengono studiate le attività economiche derivanti da prodotti e processi bio-based che hanno il potenziale di contribuire a soluzioni sostenibili per le sfide globali su cibo, salute, energia e ambiente. La ricerca si basa su un approccio combinato, integrato e multidisciplinare volto ad utilizzare scarti e rifiuti per ottenere prodotti bioattivi e nuovi biomateriali, in un’ottica di circolarità. L’attività vuole inserirsi in quella del green deal europeo per promuovere l’uso efficiente delle risorse passando a un’economia pulita e circolare, per preservare e ripristinare la biodiversità e ridurre l’inquinamento. Grazie alla ricerca è nata una SpinOff di bioeconomia, SienabioACTIVE e importanti progetti come Biocastanea, Omnialgae e Chebapack che vengono presentati a Maker Faire.

Sarà inoltre presente il progetto Life Muscles, coordinato dalla professoressa Cristina Panti, il cui obiettivo è quello contribuire alla riduzione dell’impatto provocato dalla dispersione nell’ambiente marino dei rifiuti marini derivanti dalle attività di acquacoltura e, in particolare delle retine per l’allevamento delle cozze. Il progetto mira a promuovere e creare una catena di valore più sostenibile. Tra i principali obiettivi del progetto c’è la ricerca di materiali alternativi e sostenibili e lo sviluppo di metodi innovativi per il riciclo delle retine in polipropilene in un’ottica di economia circolare e salvaguardia dell’ambiente.

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