Il ricordo del Cus Scherma e di Matteo Betti: “Nando, ci mancherai”

“Oggi ci ha lasciato Ferdinando Saccocci, “Nando”, che tutti noi abbiamo conosciuto per la sua disponibilità e competenza in palestra, al Cus, dove spesso si intratteneva con genitori e atleti durante lo svolgimento della sua attività di tecnico delle armi”. Così il Cus Scherma saluta “Nando”, scomparso nella giornata di oggi. Profondo dolore e cordoglio da tutto il mondo sportivo.

“Con Nando – scrive nel suo ricorso il Cus – non si parlava solo di riparazione e messa a punto di fioretti, spade o sciabole ma spesso si finiva per parlare un po’ di tutto e magari si ascoltava un suo consiglio, generalmente espresso in forma di parere, che derivava dalla sua esperienza, dall’aver potuto intrattenere rapporti con tantissime persone per le quali Nando era sempre disponibile sia dentro che fuori dai luoghi di gara. Profondo conoscitore della tecnica ma anche sperimentatore con quella ricerca della perfezione nei dettagli che a qualche collega sembrava eccessiva anche se sono molti in Italia ad aver appreso ben più dei rudimenti di questa importante attività dove gli atleti sono sicuramente “clienti” molto esigenti. Possiamo sicuramente affermare che, nel suo campo, è stato un valido Maestro che ha formato tanti bravi allievi.I nsieme a Susanna hanno rappresentato per molti anni un punto di riferimento per atleti di vertice portando in giro e facendo crescere in Italia il marchio “Allstar”; le scelte successive non hanno intaccato minimamente l’amore di Nando per la scherma, che ha continuato a far parte attiva della sua vita, fornendo assistenza e collaborazione anche ad altre marche del settore senza mai abbandonare lo storico marchio da lui creato: “Senarmi”.Chiunque abbia avuto possibilità di conoscerlo si ricorderà di una persona mai sopra le righe ma dalla quale traspariva competenza e passione per la sua attività e per il nostro sport”.

“Non sarà facile- dice il Cus – passare dalla zona delle riparazioni, che i ragazzi avevano ribattezzato “La stanzina di Nando”, senza pensare di vederlo ancora lì, con il tester o un cacciavite in mano, intento a completare l’ennesima messa a punto per restituire, con un sorriso compiaciuto, all’atleta di turno, l’arma perfettamente funzionante. Ciao Nando”.

Ricordo anche dello schermidore paralimpico Matteo Betti. “Oggi è un giorno triste per tutta la scherma senese, e anche italiana. Perché bambino, bambina o campione del mondo, se a Siena hai mai avuto un’arma in mano quasi sicuramente gliela hai montata te. E dopo averla montata guardavi sempre, in disparte, quel bambino, bambina o campione per capire se la sua arma aveva bisogno di una messa a punto. Quante volte mi hai aperto il laboratorio e controllato spade e fioretti, anche all’ultimo momento, prima di una gara importante. Oggi siamo tutti tristi, e passare dal tuo stanzino non sarà mai più la stessa cosa”.

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