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Il problema dei lupi non riguarda soltanto le nostre zone ma tutta l’Europa; dai 1800 esemplari negli anni 70’ oggi se ne contano 21mila. In aumento danni agli allevamenti, problemi alle attività venatorie e le aggressioni ai cani

Un problema che tocca da vicino le nostre zone, quello dei lupi. Non poco tempo fa, vi avevamo segnalato la disperazione degli allevatori, dopo l’ennesimo attacco in pieno giorno ad un gregge davanti al pastore a Pienza. Ad inizio gennaio, invece, vi avevamo detto dell’avvistamento di un branco alle porte della città. Il Comune di Siena che ha già pronto un piano per un censimento, per capire più da vicino la situazione.

Insomma, quello dei lupi inizia ad diventare un problema, non solo per le nostre zone ma in tutta Europa, anche nelle città più grandi. Un problema che ha toccato con mano anche la politica tedesca Ursula von Der Leyen e che stringe i cittadini a dover essere informati e accorti su quelli che sono i segnali da sapere per la propria sicurezza.

Padroni dei boschi con cui non scherzare

Come riportato sul periodico “Caccia e Natura”, i cittadini devono iniziare a conoscere il problema. C’è da considerare il pericolo che questi predatori possono rappresentare per gli stessi esseri umani una volta che hanno preso confidenza con i centri abitati. Foto e video apparsi in questi mesi dimostrano che ormai non hanno nessuna paura dell’uomo o delle auto o delle case. L’uomo rischia di essere già una preda senza saperlo? Secondo Filippo Zibordi, coordinatore del master Fauna HD dell’Università dell’Insurbia, non ancora. 

“ I lupi cacciano animali, anche cani che abitano nei paesi, ma verso luomo nutrono ancora diffidenza, non si avvicinano, non lo percepiscono come una preda”. Certo, i lupi sono e si sono avvicinati ai paesi, ai centri abitati, attratti dai rifiuti e appunto dagli animali di città. Questo è un fatto che non dobbiamo sottovalutare. Anzi – aggiunge lo studioso – dobbiamo dissuadere i lupi. Curando la raccolta di rifiuti organici e non lasciando animali domestici fuori casa la notte. Penso ai cani alla catena o anche liberi nei giardini delle case in zone di presenza dei lupi. Quelli sono richiami formidabili per i branchi. Il cane è visto dal lupo come una preda facile e anche un competitor nel controllo del territorio. Ma l’uomo no, non è ancora una preda accessibile”.
Una decina d’anni fa il biologo canadese Valerius Geist, professore di scienze ambientali all’Università di Calgary (Canada), scomparso nel 2021, teorizzò i ‘7 passi dell’escalation’ della minaccia dei lupi nei confronti dell’uomo. Secondo lo scienziato, il fatto che i lupi sembrino così innocui è semplicemente dovuto al fatto che sono stati praticamente sterminati dall’inizio del XX secolo e che gli abitanti del Canada sono sempre stati ben armati. Geist scrisse un rapporto sul tema, che ancora oggi gira molto tra studiosi e addetti ai lavori.

Le 7 cose che devi assolutamente sapere…

“Ma i lupi attaccheranno. Non all’improvviso. Esistono varie fasi di assuetazione all’uomo”, scriveva il biologo. Per la precisione, sono 7 i segnali di allerta.

Il primo segnale: le prede del bosco.
Cacciatori, lavoratori forestali, cerca-tori, camionisti e altri gruppi professionali uccidono i lupi prima che causino danni. I primi segnali sono caprioli, cervi e altre prede. Se si trovano sempre più spesso nei villaggi o nelle città, lo fanno perché sono in fuga dai lupi.

Il secondo segnale: gli ululati.
Nella seconda fase, i lupi si avvicinano alle abitazioni umane soprattutto di not-te, secondo la teoria di Valerius Geist. E’ possibile accorgersene, tra l’altro, dall’abbaiare dei cani o dall’ululato instancabile di un lupo. Sorvegliano le persone e imparano rapidamente fino a che punto possono spingersi. 

Terzo Segnale: visibili anche di giorno
Secondo lo studioso canadese la terza fase inizia quando i lupi si fanno vedere anche di giorno.Osservano le persone mentre svolgono le loro faccende quotidiane e semplicemente le osservano mentre imparano, ad esempio, ad aprire i cancelli del giardino.

Il quarto segnale: attacco ai cani.
Nel quarto stadio, i lupi non possono più essere trascurati. Attaccano cani e animali da cortile anche di giorno, anche se si trovano nelle immediate vicinanze delle case. Si avvicinano a terrazze e giardini. E qui siamo forse ai video girati in questi ultimi mesi in alcuni centri dell’Appennino o della Maremma.

Il quinto segnale: lo sguardo dalla finestra.
Il quinto livello è ancora più palese. In questa fase, ad esempio, i motociclisti vengono spostati e inseguiti oppure vengono feriti animali da allevamento di grandi dimensioni come i bovini. Vengono trovati con orecchie strappate, code tagliate a metà o genitali mutilati. Secondo Valerius Geest, può accadere che un lupo guardi attraverso la finestra del soggiorno

Il sesto segnale: l’inganno.
Lo stadio VI si raggiunge quando i lupi sembrano essere addomesticati nelle immediate vicinanze di un umano.
Spingono le carrozzine con il naso, tirano i vestiti o a volte pizzicano le braccia. Possono essere allontanati con grida e saluti, ma non scappano lontano. Tutto sembra divertente. In realtà, stanno appena iniziando a individuare gli esseri umani come prede e a testare come reagirebbero agli attacchi.

Il settimo segnale: è troppo tardi.
Il settimo stadio è l’attacco diretto e premeditato all’uomo. Uno stadio che oggi appare lontano. Ma forse non più invisibile in prospettiva. Aggiunge Zibordi: “La novità di questi ultimi mesi o anni è che i lupi sono aumentati e si sono avvicinati incidentalmente alle città, anche per esempio per il proliferare dei cinghiali che invece nelle città abitano stabilmente, il caso di Roma è noto. Segnali che vanno colti senza allarmismi e seguiti con attenzione”. 

Fonte intervista: Caccia e Natura – anno XLV n.3/2023, autore G.Ful. 

Francesco Benincasa
Nato a Siena il 5 Marzo 1993. Grazie alla web radio del mio paese ho intrapreso la strada di speaker, conduttore e telecronista da oltre 10 anni. Una delle mie più grandi passioni è riuscire a raccontare lo sport del territorio che mi circonda.

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