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Inaugurato il corso di formazione dell’Università di Siena “Lotta contro il gioco d’azzardo patologico”. Sono 38 gli iscritti provenienti da tutta Italia che saranno formati per aiutare le persone dipendenti dal gioco

E’ stato inaugurato questa mattina il corso di formazione dell’Università di Siena “Lotta contro il gioco d’azzardo patologico” in collaborazione con la Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura e Anci Toscana. Coinvolti nel progetto, dal punto di vista organizzativo e didattico, i docenti di quattro dipartimenti dell’Ateneo.

L’introduzione al corso, tenuta da Mario Perini professore del Dipartimento di scienze giuridiche, ha visto la partecipazione del rettore dell’Università di Siena Francesco Frati, il prefetto di Siena Maria Forte, il questore di Siena Costantino Capuano, l’assessore alla Sanità della regione Toscana Simone Bezzini, l’assessore alla Sanità del comune di Siena Francesca Appolloni, il direttore del Dipartimento Dipendenze Usl Toscana sud est Marco Becattini, il presidente della Fondazione Toscana per la prevenzione dell’usura Lelio Grossi. Presenti anche il sindaco Laterina Pergine Valdarno Simona Neri, il sindaco di Prato e presidente Anci Toscana Matteo Biffoni e il sindaco di Sovicille Giuseppe Gugliotti.

In programma nei giorni 5, 12, 19 di giugno, il corso di formazione per la lotta contro il gioco d’azzardo patologico conta ad oggi 38 iscritti da tutta Italia e come ha spiegato Mario Perini: “Si pone come obiettivo quello di far fronte ad un problema sempre più grave, soprattutto in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando. Lo scopo del corso è quello di fornire agli operatori e ai volontari e quindi agli enti del terzo settore che agiscono in vari ambiti della lotta al gioco patologico, tutti gli strumenti per capire come entrare in contatto ed interagire con chi è affetto da tali patologie, come e dove indirizzare le vittime”.

Ci saranno moduli di antropologia, pedagogia, moduli di profilo giuridico e moduli tenuti da psichiatri che hanno a che fare con il gioco d’azzardo patologico. L’approccio sarà quindi multidisciplinare, cioè per usare le parole di Francesco Frati: “Un approccio completo ad un problema complesso e che pertanto richiede punti di vista diversi. Grazie al contributo di tanti colleghi di diversa professionalità – ha aggiunto il Rettore – possiamo cercare di affrontare il tema delle cause, spesso personali ma anche di sistema, cioè che riguardano la società nel suo complesso. Capite le cause possiamo dedicarci alle azioni di prevenzione per il trattamento della patologia con strumenti di supporto”.

“Perfezionare la conoscenza sul tema è un obiettivo necessario in questo contesto così delicato come quello attuale – ha specificato il prefetto Maria Forte – perché ci troviamo purtroppo in una situazione di emergenza sanitaria ed economica. Quindi il rischio di accelerazione su certi comportamenti patologici è da tenere sotto controllo. L’obiettivo di questo corso è quindi di tutela della persona, della sua vita sociale, familiare ed economica. Sullo sfondo c’è anche l’obiettivo di combattere le organizzazioni criminali che coinvolgono i soggetti patologici anche in giri di usura”.

In una fase di grande complessità come quella che stiamo vivendo, il tema del gioco d’azzardo è stato affrontato dalla regione Toscana secondo quattro declinazioni, come ha spiegato l’assessore al diritto alla salute e alla sanità della Toscana, Simone Bezzini: “Prevenzione primaria, prevenzione secondaria, formazione e attivazione di comunità. E’ proprio su questi punti che sono state intraprese delle azioni concrete da parte della Regione. Questo ci ha permesso, a distanza di un decennio da quando è stato definito il disturbo del gioco d’azzardo, di sapere come evolve questo fenomeno nei diversi contesti economici e quanto sia importante il monitoraggio. L’altro pilastro per contrastare la dipendenza è il lavoro di squadra, rafforzando la rete delle realtà sociali. In tal senso il terzo settore ha un ruolo cruciale, è una presenza foriera di relazioni umane positive per il lavoro concreto che svolge e, per i valori che trasmette, questo è un fronte importantissimo. E’ un bene che si costruisca un fronte di formazione per queste persone, per tenere alto il livello di coesione sociale della nostra Regione”.

Nonostante non vi siano casi eclatanti di questa patologia su Siena, la situazione nell’intera territorio regionale sembra comunque mostrare delle pericolosità, come ha fatto notare il questore di Siena Costantino Capuano: “Il problema è che chi soffre di ludopatia diventa strumento di organizzazioni criminali, provocando gravi danni alla società. Qualche tempo fa la nostra attività si riduceva a reprimere semplicemente il reato. Ultimamente, invece, grazie ad una maggiore sensibilità sul territorio ci siamo dedicati alle cause e alle conseguenze della ludopatia nel soggetto”.

Il problema è quindi presente, a sottolinearlo è proprio Lelio Grossi, presidente Fondazione Toscana Usura: “Oltre 27mila sono state le persone o le famiglie che si sono rivolte ai nostri centri di ascolto ed abbiamo rilevato come tra le cause delle difficoltà economiche si manifestano problematiche con il gioco d azzardo sempre più in aumento. Appurata questa situazione, quando la Regione ha promosso un bando per il contrasto al gioco d’azzardo abbiamo deciso di concorrere per la formazione dei volontari. Non contando su figure interne specializzate abbiamo chiesto all’Università di Siena di occuparsi di questa formazione. Con la stipula della convenzione abbiamo di fatto avviato il progetto che oggi viene presentato. Gli iscritti al corso potranno dare quel supporto e fornire le indicazioni necessarie per far risollevare le persone cadute in mano di approfittatori perché vittime del gioco d azzardo”.

Questo corso mette insieme personalità professionali plurali – ha spiegato l’assessore Appolloni – che possono dare la certezza e la consapevolezza che c è un tessuto sociale e tecnico che li sorregge permettendo di andare avanti. Giocare di per se non è sbagliato – ha ricordato – ma quello che manca in certe persone anche in seguito a questa pandemia e crisi economica è il sapere di essere parte di qualcosa di più. Non chiudersi in se stessi, nella propria singolarità. L’amministrazione comunale c’è e ci sarà sempre”.

Presente anche il sindaco di Laterina Pergine Valdarno Simona Neri: “Creodo che questo corso di formazione sia davvero lodevole, anche perché negli ultimi 20 anni la distribuzione del gioco è divenuta sempre più capillare. Ora i punti vendita sul territorio nazionale sono ben 240mila. I comuni hanno via via registrato effetti negativi a seguito di questo aumento, soprattutto per i minori. Credo che più se ne parli più si riesce a sensibilizzare la società civili”.

Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente Anci Toscana ha in fine fatto notare quanto il gioco d’azzardo sia presente nel contesto da lui amministrato: “ Prato purtroppo vanta il triste primato della spesa pro capite per il gioco d’azzardo. Il problema c’è, si avverte, è un tema vero, assoluto che comporta poi l’usura e la messa in pericolo delle famiglie. Grazie quindi per aver permesso di far partire questo corso. Il lavoro che fa il terzo settore, dagli strumenti formatici alla capacità di leggere la situazione cercando di aiutare queste persone in strutture specializzate è fondamentale”.

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