L’onorevole ha incontrato gli studenti delle classi 1° e 2°

Una giornata diversa dal solito per le classi del biennio del Caselli . Questa mattina, infatti, gli studenti di prima e di seconda hanno avuto modo di incontrare l’Onorevole Elena Ferrara, che ha parlato loro di cyberbullismo, una forma di violenza ancora troppo presente soprattutto tra i giovani. Secondo un sondaggio realizzato da Terre des Hommes in collaborazione con One Day e alla comunity di Scuola Zoo, infatti, un adolescente su due sarebbe vittima di bullismo o di cyberbullismo. Un numero incredibilmente elevato e da arginare al più presto, come ha spiegato l’Onorevole Ferrara nel corso del suo intervento.

Cyber bullismo, l’on.Ferrara : ”Bisogna essere cittadini digitali consapevoli”

”La ragione per cui continuo ad andare nelle scuole è perché sono momenti di ascolto importanti – ha spiegato l’onorevole Ferrara – i giovani si pongono in modo diverso agli adulti. Spesso trovo alcuni ragazzi che sono consapevoli, altre volte invece ne trovo altri che non lo sono e restano stupiti dalle testimonianze che porto loro e che sono frutto di tante esperienze e narrazioni. Spesso pensano che sia facile vivere in rete e riuscire a scansare i pericoli”. L’onorevole è stata la prima politica a proporre un disegno di legge contro il cyberbullismo: ”Il mondo adulto spesso tende a minimizzare sui bullismi definendoli ragazzate – ha aggiunto – dopo il caso Picchio, la mia alunna che si è tolta la vita scrivendone i motivi, c’è stata una vera svolta e nel 2017 è stata approvata la legge 71, la prima in Italia e in Europa contro il cyberbullismo. Ci siamo resi conto che non si trattasse di ragazzate, ma di un fenomeno che si stava allargando sempre di più anche sulla base di un’incompetenza relazionale all’interno dell’ambiente digitale. Ci impegniamo affinché tutti si sensibilizzino su questi temi, perché tutte le persone sono importanti, anche i ragazzi che possono aiutare chi è nella solitudine. Si, perché si vive una grande solitudine in rete, sembra paradossale, ma è così. Per far si che non ci sia questa solitudine bisogna essere tutti cittadini digitali consapevoli e creare una società digitale impostata su i nostri principi morali, etici, politici e costituzionali, ma, soprattutto, sulla solidarietà

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