Ferruccio Noero

Ferruccio Noero ristoratore della Bottega dell’Abate, è tornato a raccontare le sue epiche avventure per la Costa Rica. Questa volta, travolto da un’onda del Pacifico, ha scoperto l’altissimo livello del sistema sanitario pubblico costaricano

E’ tornato a parlare delle sue epiche avventure per la Costa Rica, Ferruccio Noero titolare della trattoria ‘La Bottega dell’Abate’ a Castellina Scalo. Già protagonista di un’esperienza senza precedenti di cui abbiamo parlato la scorsa estate, nelle sue nuove vicissitudini Ferruccio ha dovuto affrontare una vera e propria odissea che lo ha portato all’interno del sistema sanitario pubblico costaricano.

“Dopo quella disavventura in cui ero rimasto bloccato in Costa Rica – ha raccontato – ed ero stato recuperato per mezzo di un volo di Stato della Farnesina, tornato in Italia pensavo che il virus fosse scomparso: le nostre coste erano colme di persone, pochissime quelle che rispettavano il distanziamento. Poi è arrivato settembre e l’aumento dei contagi”.

E’ stato quello il momento in cui Ferruccio Noero ha deciso di preparare i bagagli: “In Italia la ristorazione era ferma ed andava avanti solo chi faceva l’asporto, una soluzione che per noi essendo in campagna non poteva funzionare. In Costa Rica, invece, la situazione era più tranquilla, avevo chi mi avrebbe ospitato e avrei potuto usufruire del volo che avevo in sospeso con la compagnia Klm, così sono partito”.

Quello a cui assiste Ferruccio una volta giunto in Costarica è una realtà ben organizzata: “Per la città vigevano severe le norme sul distanziamento e sull’igienizzazione anti-Covid. Addirittura fuori da ogni negozio avevano montato dei lavandini per disinfettare le mani”. Per il ristoratore senese sembrava comunque un Natale tranquillo, all’insegna del surf e del caldo tropicale, poi improvvisamente tra le acqua fredde del Pacifico il buio: “Mentre facevo surf sono stato travolto da un’onda, quando ho ripreso coscienza mi sono reso conto che non vedevo più. Ho avuto molta paura e, psicologicamente ero distrutto soprattutto perché mi trovavo dall’altra parte del mondo e non sapevo come funzionassero le cose qui”.

In realtà, come ha sottolineato più volte Ferruccio: “Quello è stato l’inizio del mio viaggio alla scoperta di un sistema sanitario pubblico di altissimo livello. Sono stato infatti portato d’urgenza al pronto soccorso dove l’oftalmologo, sospettando un possibile distacco della retina, mi ha consigliato di fare un esame più approfondito. Ma era il 25 dicembre quindi tutte le cliniche private erano chiuse, mi sono dovuto rivolgere all’ospedale pubblico l’Hospital México di San José in Costa Rica.

“Dopo pochissimi giorni – prosegue – mi hanno chiamato per fare l’esame con gli ultrasuoni, una ecografia all’occhio. Nel momento in cui mi hanno diagnosticato il distacco della retina, due ore dopo mi trovavo già in sala operatoria nelle mani di un oftalmologo che mi ha potuto curare con tecniche innovative e moderne, in una struttura pubblica straordinaria. Ho scoperto allora questa sanità che funziona ai massimi livelli, con un’attenzione incredibile verso i pazienti. Sono rimasto piacevolmente stupito e impressionato da questa assistenza e supporto psicologico.

E’ stata una esperienza fortissima per me – ricorda così quei momenti – oltre alle qualità tecniche dei medici mi porto dietro la loro umanità, come straniero infatti avrei dovuto pagare l’operazione che sarebbe stata rimborsata dall’assicurazione, comunque ci sarebbe voluto del tempo anche per riunire l’intera somma, ricordo invece che mi hanno detto ‘l’emergenza è emergenza si opera subito poi per pagare ci sarà tempo’”.

“A parte quello che ho vissuto – conclude Ferruccio – ho potuto assistere ad un modo diverso di affrontare l’emergenza sanitaria, con un attitudine tesa a tutelare e a salvaguardare le famiglie del posto. Infatti tanto quanto l’Italia, il Costa Rica vive per il 90% grazie agli introiti del turismo. Loro però hanno affrontato la pandemia tenendo in considerazione le realtà economiche del paese. Nonostante le limitazioni, le attività hanno continuato ad operare senza mai arrivare ad un lockdown totale. Questo è stato principalmente il motivo che mi ha spinto a partire ma non mi sarei mai aspettato di assistere ad un livello così alto di eccellenza nel sistema sanitario pubblico. Sono ancora scioccato”.

L’intervista integrale a Ferruccio Noero

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui