La scomparsa del papà di Dragon Ball ha commosso gli italiani e tantissimi in Toscana, patria di Lucca Comics

Ne è passato di tempo dal 1989, anno in cui Dragon Ball entrò nelle case dei giovani italiani, sulle reti private locali, spesso minuscole, tramite il circuito Junior Tv senza censure, e con doppiatori diversi ma ugualmente di talento. Non troppo distante da quel 1986 in cui esordì come anime nelle tv giapponesi, trasportando su schermo il manga di Akira Toriyama pubblicato originariamente sulla celebre rivista “Weekly Shonen Jump” dal 1984. Se il manga arrivò in Italia a metà anni 90, solo nel 2000 la serie diventerà “pop” grazie a Italia 1.

Gli anni passano e ultimamente stanno scomparendo i grandi autori di anime e manga: l’anno scorso è deceduto Leiji Matsumoto, papà di Captain Harlock e Galaxy Express 999, nel 2022 Takahashi Kaziki, autore di Yu-Gi-Oh!, mentre nel 2021 il dottor Kentaro Miura, autore di “Berserk”.

Se per tutti questi autori non è mancato il ricordo del popolo del web, per Toriyama sta succedendo qualcosa di più grande e insolito, destinato a lasciare il segno. Proprio così, perchè almeno due, forse tre generazioni sono state profondamente toccate dai personaggi dell’autore.

L’opera di Toriyama inizia spassosamente comica, come la celebre serie del dottor Slump e Arale, ma anche la prima serie di Dragon Ball, con il piccolo Goku che, ingenuo e fortissimo, è protagonista di scene che oggi sono passate alla storia.

Sarà con Dragon Ball Z che la serie prenderà una forma più “seria”, dedicata alle arti marziali, ma non solo. Forse il grande messaggio di Toriyama è che, come la stirpe dei saiyan, tutti possiamo diventare migliori se ci impegniamo veramente con sacrificio.

Tutti abbiamo ammirato l’orgoglio di Vegeta, co-protagonista non sempre positivo, così come in molti abbiamo “alzato le mani al cielo”, per “donare” l’energia necessaria a Goku per l’onda Genkidama, con un’azione che spiega anche che tutti siamo parte, chi tanto chi meno, della stessa umanità, e che tutti possiamo essere utili alla causa comune. Un messaggio nel quale la spiritualità orientale viene incontro a quella occidentale, segnando un capitolo che tutt’oggi è non solo attuale, ma “attuato” da tantissimi giovani.

Se oggi è tornato di moda il termine “aura” è grazie ai personaggi della serie, così come “l’onda energetica” “(kamehameha), oppure le capsule che si trasformano in grandi oggetti che credevamo estinte dall’immaginario degli anni 70.

Rimarrà Dragon Ball, anche dopo Toriyama, perchè ormai eterni sono i suoi personaggi, non solo quelli principali, ma anche secondari, come Bulma, il Maestro Muten (Genio), Piccolo (Junior), Crilin.

E gli italiani, che hanno in Europa forse il rapporto più “intimo”, con le serie giapponesi, non sono rimasti indifferenti. Neppure i toscani, visto che qui è non solo la patria di Lucca Comics, ma anche una delle regioni con il maggior numero dei contest Anime & Cosplay, con appassionati presenti in tutta la Provincia di Siena.

Sì, la lacrimuccia è scesa a molti questi giorni. Anche perchè con Dragon Ball Super si chiude definitivamente un’era.

Il nostro amato Toriyama non potrà resuscitare come Goku, anche se noi probabilmente ce lo immaginiamo con l’aureola come nel pianeta di Re Kaioh. Conserviamo tuttavia grande aspettativa nei confronti del successore: si tratta di Toyotarō, fumettista scelto dal maestro in persona, nato 17 maggio 1978.

Arigatò Sensei, Grazie Maestro, per averci fatto entrare nel tuo mondo fantastico. Il nostro saluto è un arrivederci, Sayonara, convinti che le leggende non muoiono mai.

Paolo Moschi
Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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