Il percorso si è concluso con una videoconferenza con un rappresentante delle forze dell’ordine, il maresciallo Antonio Gangemi, che nel corso della sua carriera si è distinto per la cattura di pericolosi latitanti

E’ davvero lodevole l’iniziativa promossa dal Liceo Sarrocchi. In occasione della sperimentazione della disciplina di educazione civica, introdotta con legge 20 agosto 2019 n.92, i docenti del Dipartimento di diritto dell’Istituto, con la supervisione della vicepreside prof.ssa Paola Calise Piro, quale referente della disciplina e del coordinatore delle classi 1A-1F-1H-1G ITT, e della prof.ssa avv. Annamaria Caiazza, già docente nelle discipline giuridico-economiche, hanno partorito un progetto sulla legalità e il contrasto alla mafia che ha lo scopo di sensibilizzare ed educare i discenti alla cittadinanza e di promuovere la legalità come strumento per costruire una giustizia sociale e come coscienza dei diritti e doveri.

Questo progetto ha riguardato una intensa attività preliminare che è stata svolta, in parte in dad, dove i ragazzi hanno elaborato copiose ricerche sulla mafia, fin dalle sue origini ai giorni nostri, utilizzando quali strumenti ufficiali i siti istituzionali e basandosi sugli approfondimenti loro forniti con le lezioni frontali impartite dalla loro insegnante, prof.ssa Annamaria Caiazza. In un secondo step, il lavoro è proseguito con la presenza in aula degli alunni i quali, particolarmente interessati e sensibili al fenomeno mafioso, hanno elaborato una cartellonistica su cui sono state riprodotte foto, articoli di giornali, frasi pronunciate dai personaggi famosi vittime, purtroppo, della mafia, e ricostruito un glossario della mafia comprensivo del linguaggio mafioso. Sono stati trattati ed illustrati i reati più frequenti commessi dai mafiosi e commentati gli articoli del codice penale ad essi relativi come l’art. 416 bis. I ragazzi hanno posto i cartelloni sulle pareti della propria classe e nella bacheca della scuola “a testimonianza della storia”, “per non dimenticare” e “dire NO alla mafia“.

A conclusione del percorso è stata predisposta una videoconferenza per ciascuna classe, in collegamento con un rappresentante delle forze dell’ordine, il maresciallo Antonio Gangemi, ex comandante della Stazione dei carabinieri di Castel S. Giorgio (SA) e del nucleo investigativo del Comando territoriale della sezione “Catturandi” di Torre Annunziata (NA) ove si è distinto per la cattura di pericolosi latitanti, quasi tutti ai vertici di organizzazioni mafiose della camorra, alcuni dei quali inseriti, dal Ministero dell’Interno, nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi. Attualmente è in pensione, ma sempre al servizio della gente arruolandosi come volontario nella “Misericordia” per prestare aiuti ai deboli e agli indifesi.

La videoconferenza è stata interattiva in quanto gli allievi hanno potuto formulare proprie domande individuali all’ospite d’onore, il quale è stato portatore di esperienze personali e professionali, ma anche di vita reale, ricordando le terribili stragi che la mafia ha mietuto e i danni da essa procurati alla collettività. I dibattiti dei ragazzi sono stati appassionanti e si sono anche particolarmente commossi per le vittime che hanno sacrificato la loro vita in nome della giustizia.

Il dibattito interattivo è stato preceduto dalla prefazione della prof.ssa Caiazza, promotrice di questo percorso e particolarmente sensibile a tali tematiche che sono trasversali alla sua disciplina, con le presentazioni della classe e dell’ospite dalla stessa invitato. Il dibattito ha avuto lo scopo di sensibilizzare gli studenti e renderli partecipi alla vita sociale e democratica in un contesto di libera espressione di idee e opinioni affinché si formi in loro una coscienza critica antimafia.

I docenti presenti in classe, la prof.ssa Ciazza la quale ne è la promotrice, nonché i docenti di sostegno Prof. Laerte Mulinacci, Prof.ssa Maria Stefania Lio e prof.ssa Martella Consiglia i quali sono stati di supporto agli allievi, hanno inteso offrire ai loro ragazzi un’indicazione utile ai fini educativi e per una più consapevole cultura dell’educazione legale. Sono intervenuti altresì il prof. David Busato con la partecipazione degli alcuni della classe IV B robotica.

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