E’ il monastero più antico della Toscana e risale al 731

Nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale passa quasi inosservata la messa in liquidazione della Fondazione di partecipazione “Monastero Onlus” di cui molti senesi probabilmente non ricordano neppure più l’esistenza. Ma sotto ad una “normale” messa in liquidazione c’è la vendita di un bene importante per la città di Siena, la Badia di Sant’Eugenio Monastero che si trova a Costafabbri.

Il monastero, che ha le sembianze di un castello, risale al 731 ed era un’abbazia Benedettina. La scheda della Soprintendenza spiega che si tratta del monastero più antico della Toscana, che fu in origine del Benedettini Cassinesi donato loro dal gastaldo Warnifredo nel 731. Ai benedettini vennero aggregati il 29 ottobre 1446, con bolla del pontefice Eugenio IV, i monaci di Santo Spirito di Siena e quelli di San Salvatore all’Isola. Nel 1270 nella zona si accamparono le truppe di Carlo d’Angiò per mettere a saccheggio Siena e nel 1553 il maresciallo Pietro Strozzi vi eresse delle fortificazioni: episodi questi che portarono alla distruzione di gran parte del complesso. Il monastero è stato sede dei benedettini fino al 1786. Subì il terremoto del 1798 e fu restaurato in modo importante dalla famiglia dei conti Griccioli, divenuti proprietari del complesso nel 1812 durante la soppressione napoleonica che sciolse tutti gli ordini religiosi, e rimasti tali fino al 1932.

Nel 1932 su acquistato dalla Congregazione delle figlie della carità di San Vincenzo De Paoli di cui fanno parte le suore di San Girolamo, alcune delle quali vivevano a Monastero.

Nel 2008 si rese necessario trovare una collocazione agli ospiti della residenza per anziani Caccialupi che aveva necessità di lavori strutturali improrogabili e fu chiesto di poter utilizzare i locali di Monastero.

La volumetria è enorme, 6.200 metri quadrati di superficie interna e quasi 10mila metri quadrati esterni, e così, visto anche il numero molto ridotto di suore che vi vivevano, nacque l’idea di utilizzare la struttura per scopi sociali.

Fu creata la Fondazione Monastero Onlus, di cui facevano parte le suore di San Girolamo, il Comune e la cooperativa Archè di Siena. Le suore dettero in utilizzo il bene alla Fondazione e per anni Monastero ha ospitato persone e giovani in difficoltà, donne vittime di violenza e, successivamente, i primi migranti arrivati a Siena. Durante l’estate la cooperativa svolgeva nella struttura i campi estivi per diversamente abili e per anziani.

Nel frattempo il numero delle suore è diminuito. Ne erano rimaste pochissime, che sono state richiamate a San Girolamo e nel 2017 la Congregazione delle figlie della carità di San Vincenzo De Paoli ha deciso di riprendersi il bene per metterlo in vendita. Cosa che ha fatto a fine ottobre 2023, affidando la contrattazione immobiliare a Lionard Luxury Real Estate con una richiesta di oltre 10milioni di euro.

Ma quello che va in vendita non è un normale edificio, è un bene storico e monumentale che ha un valore per l’intera città, e che all’interno conserva opere d’arte che sono state anche catalogate. Una vendita ad un privato rimpinguerebbe le casse delle “sorelle” ma sottrarrebbe tutto questo alla città.

La messa in liquidazione della Fondazione Monastero Onlus, di cui è presidente Giuseppe Gugliotti, è la conseguenza di tutto ciò. Dal momento in cui le suore hanno ripreso indietro il bene, l’operatività è venuta meno. La soluzione di trovare una sede alternativa è stata percorsa, così come la possibilità di trovare una possibilità di utilizzo che fornisse una qualche redditività alle suore, ma senza nessun risultato. Da qui la decisione di mettere fine all’esperienza.

L’intervento del Mangia d’Oro Mario Ascheri.

Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui