La rubrica settimanale a cura di Elisa Papi

L’isola di Arturo è il romanzo di formazione per eccellenza.

Tanto bello e interessante da meritarsi il Premio Strega.

Arturo Gerace nasce a Procida, isola bella, dove trascorre le sue prima fasi di vita attraversando l’infanzia e l’adolescenza. Figlio di una donna morta di parto, venera il padre Wilhelm che per lui è un eroe al pari dei greci e come lui anche i suoi pochi amici residenti sull’isola.

Un giorno, il babbo ritorna dalla terraferma con una sposa sedicenne, Nunziata, dalla quale avrà un figlio Carmine che scatenerà la gelosia e la cattiveria di Arturo che una madre non ha mai avuto e che “non èmai stato baciato” con affetto. Per cercare di attirare l’attenzione egli tenterà il suicidio e da lì comincerà un lungo lavoro per cercare di comprendere i propri sentimenti in parte rivolti verso Nunziata, in parte catalizzati verso Assunta un amica di quest’ultima.

Sempre più solo con il padre assente e chiaramente attratto da un galeotto dell’isola, tale Tonino Stella, dopo lunghe peripezie Arturo deciderà di andarsene e non tornare più.

Elsa Morante tratteggia a tinte forti tutte le esperienze di vita di un ragazzo solo e alla ricerca di sé stesso. Un peccato che non sia letta così spesso quanto una scrittrice della sua levatura meriterebbe.

Un inteso romanzo da leggere tutto di un fiato.

Consigli per gli acquisti: L’Isola di Arturo, Einaudi ,13 euro

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