La rubrica settimanale di Elisa Papi

Phileas Fogg è un uomo benestante, solitario e metodico.

Pretende che sia sempre tutto impeccabile e perfetto, dagli abiti alla temperatura dell’acqua della barba e, ahimè, è proprio per questa ragione che il suo ultimo maggiordomo è stato rimpiazzato da un nuovo domestico: Jean Passepartotut.

Ogni giorno Fogg si reca al Reform Club di cui è socio e così fa anche il due ottobre 1872, l’anno d’inizio della nostra storia. Fogg e altri astanti intavolano una discussione su un articolo letto sul Daily Telegraph riguardo alla nuova linea ferroviaria realizzata in India che permetterebbe di fare il giro del mondo in soli ottanta giorni.

I nobili convenuti mettono in dubbio che questo sia possibile e Fogg decide di scommettere con loro 20.000 sterline che lui ci riuscirà e che si ripresenterà al circolo esattamente ottanta giorni dopo alla stessa ora in cui hanno siglato l’accordo.

E così Fogg e il fido Passepartout partono alla volta di paesi inesplorati, come l’India dove, proprio vicino a Bombay salveranno Auda da morte certa che si unirà alla loro carovana. Proseguendo il viaggio si ritrovano alle calcagna l’ispettore Fix, un inviato di Scotland Yard convinto, erroneamente, che Fogg sia il rapinatore della Banca d’Inghilterra.

E così vi lascio, lettori, perché le peripezie sono tante e tali che non è possibile raccontarle tutte e sopratutto vi toglierebbe il gran gusto di restare sino all’ ultimo con il fiato sospeso.

Consigli per gli acquisti: Il giro del mondo in ottanta giorni, Grandi classici Bur, euro 8.40

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