Il Consiglio regionale della Toscana dice no all’ipotesi di creare un deposito di rifiuti radioattivi nelle zone di Pienza-Trequanda e Campagnatico

“La Toscana ha fatto la Toscana. Netta contrarietà alla realizzazione del Deposito nazionale di scorie nucleari sul nostro territorio”. A dirlo Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, depositario della prima mozione presentata sul tema. “Con l’approvazione all’unanimità di questo atto – spiega Scaramelli – il Presidente Giani e la Giunta hanno pieno mandato e appoggio di tutto il Consiglio regionale ad esprimere, in ogni sede, con chiarezza e determinazione il no della Toscana alla realizzazione del Deposito nazionale sul territorio. Mi sono fatto carico con coraggio e determinazione di portare questa la discussione in Consiglio regionale. Oggi il consenso diffuso e l’accordo con tutte le forze politiche hanno portato a votare all’unanimità un atto importante per la salvaguardia del nostro territorio. Il coraggio delle idee e la forza della politica che unite difendono il territorio, è la notizia più importante che in questo momento arriva dal Consiglio regionale”.

“Il Consiglio regionale della Toscana dice no all’ipotesi di creare un deposito di rifiuti radioattivi nelle zone di Pienza-Trequanda e Campagnatico. Crediamo sia una presa di posizione importante. Una decisione giusta che abbiamo sostenuto con forza e che raccoglie l’appello che arriva dal nostro territorio”.

Così le consigliere democratiche Anna Paris e Elena Rosignoli commentano il voto del Consiglio regionale che ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Giunta regionale a ribadire con nettezza la contrarietà alla localizzazione e alla realizzazione nelle aree della Toscana del Deposito Nazionale e del relativo Parco Tecnologico. In seguito all’individuazione da parte di Sogin S.p.a. delle 67 aree possibili per la creazione del deposito è iniziato il periodo di consultazione pubblica durante il quale le Regioni, gli Enti locali, nonché i soggetti portatori di interessi qualificati possono formulare osservazioni e proposte tecniche.

Intervenendo durante il dibattito in Consiglio regionale Paris e Rosignoli hanno spiegato che “l’ipotesi di ubicare il deposito di smaltimento nelle zone di Pienza-Trequanda e Campagnatico contrasta con tutti i progetti di tutela e sviluppo di questi territori. Parliamo di aree di grande valore ambientale e paesaggistico: Pienza fa parte dei patrimoni dell’umanità tutelati dall’Unesco, Trequanda già da 3 anni ha ottenuto la qualificazione di paesaggio storico rurale. Questi territori hanno una naturale vocazione al turismo ed a produzioni agroalimentari di grande qualità. Per queste ragioni crediamo che la proposta avanzata da Sogin S.p.A. sia sbagliata e debba essere rifiutata con fermezza come richiesto anche dai sindaci e dai consigli comunali dei comuni della Val d’Orcia e della Valdichiana.”

“Abbiamo lavorato per portare la questione all’attenzione del Consiglio regionale – concludono Paris e Rosignoli – con l’approvazione di questa mozione diamo mandato al Presidente Giani e alla Giunta regionale, che si erano già espressi chiaramente, di affiancare i comuni fornendo tutto il supporto necessario per opporsi a questa ipotesi. Infatti le osservazioni alle proposte di Sogin che i comuni sono chiamati a presentare nei prossimi giorni riguardano aspetti che spaziano su molti campi e aree scientifiche e necessitano di competenze tecniche e professionalità di alto livello. Il supporto che la Regione può fornire al territorio è importante al fine di dimostrare che le aree di Pienza -Trequanda e Campagnatico non sono idonee ad ospitare il deposito.”

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