Il proprietario della Tenuta di Mensanello, Neri Roncucci ha raccontato la storia dell’azienda di famiglia e presentato la cena musicale di giovedì 26 agosto

Il borgo di Mensanello ha una lunga storia alle spalle, che risale fino agli Etruschi, i quali, probabilmente, avevano un insediamento in questa area. Certamente Mensanello era un punto di passaggio dalla Val d’Elsa verso Volterra.

Mensanello si è sviluppato attorno alla chiesa e ci sono documenti e testimonianze che risalgono a prima dell’XI secolo. Dal Basso Medioevo e fino a pochi decenni fa il sistema mezzadrile ha caratterizzato la vita di questo abitato. Abbiamo incontrato Neri Roncucci, il proprietario della Tenuta di Mensanello, per conoscere la storia di questo borgo. E per presentare le attività dell’agriturismo e per parlare della cena musicale che si terrà giovedì 26 agosto.

“Grazie anche ai racconti di mia nonna – ha iniziato Neri –, sono riuscito a ricostruire la storia recente dell’azienda. All’inizio del ‘900, i proprietari erano la famiglia nobiliare fiorentina Delle Case, che aveva il possesso anche di altre zone della Valdelsa, come il Tresto a Poggibonsi, e nelle vicinanze di Firenze. Negli anni Venti i miei nonni, Alessandro ed Ada, erano il fattore e la fattoressa di Mensanello. Si occupavano di gestire l’azienda, condotta, come succedeva nel centro Italia, a mezzadria. Questo tipo di gestione è andato avanti fino a 40-50 anni fa.

Fino agli anni ’80, l’azienda era basata prevalentemente sull’allevamento di chianine: c’erano un centinaio di capi, con una grossa stalla. Dove adesso c’è il frantoio, c’era il ricovero degli animali. E, a partire proprio dagli anni ’80, con la costruzione della cantina e con le prime vigne, è iniziata la produzione del vino. A quel tempo, con una importante componente animale e zootecnica, l’azienda era incentrata in particolare sulla coltivazione di erba medica, foraggi e cereali. Le coltivazioni sono variate nel corso degli anni, in funzione dei cambi di produzione: con l’abbandono dell’allevamento delle chianine, c’è stata una differente produzione agricola, che è andata verso i cereali, le leguminose e i girasoli. Il frantoio esisteva già negli anni ’80 ma, sia l’attività di coltivazione dell’olivo che della produzione di olio risale a ben prima, al secondo dopoguerra”.

Più recente è stato lo sviluppo dell’agriturismo. “Negli anni ’90 mia nonna, con l’aiuto del mio babbo, che parla bene inglese, ha iniziato ad affittare i primi appartamenti e le camere. E, all’attività agricola, si è affiancata quella ricettiva. La ristorazione ha preso piede col nuovo millennio. Prima riservata agli ospiti dell’agriturismo, poi accogliendo nel nostro ristorante agricolo, anche i clienti che non dormono nell’agriturismo, con eventi, feste e ricevimenti che, nell’ultimo periodo hanno dovuto rispettare le norme per contrastare la diffusione del Covid”.

Neri ha iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia alla fine del 2014: “Ho cercato di dare la mia impronta alla Tenuta. Dopo 2 anni ho aperto il birrificio, frutto della mia passione brassicola. E ho cercato di valorizzare la parte del borgo, dando attenzione ai dettagli, ma continuando nel solco del passato, quando l’azienda era gestita da mio zio, svolgendo dei lavori nella parte dell’abitato: nell’aia; quindi nella cantina, realizzando un reparto di vinificazione nuovo, per supportare la vecchia cantina che, oggi, serve, in particolare, allo stoccaggio; e con il birrificio agricolo, dove prima c’era il mulino per fare la farina. In futuro vorrei continuare a migliorare e ad ampliare le zone legate all’agriturismo, aggiungendo altri posti letto”.

La base del lavoro della “Tenuta di Mensanello” riguarda la parte agricola e si è modificata nel corso del tempo. “Rispetto agli anni ’70, quando c’è stato il boom della chimica, adesso c’è un altro tipo di approccio all’agricoltura. Anche per la formazione che ho avuto, mi baso sulla conoscenza, sulla scienza e sulla razionalità delle scelte agronomiche. I vigneti sono inerbiti e riescono a dare più protezione al terreno, oltre a garantire una serie di benefici, come spiego in alcuni post e video sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram della Tenuta di Mensanello”.

“Siamo tornati a coltivare l’erba medica nei campi e altre colture da foraggio poliennali per proteggere il suolo. Il bene primario dell’azienda agricola è la terra. Per il futuro vorrei muovermi verso l’agroecologia: coltivare sfruttando i meccanismi, le relazioni e le dinamiche che ci sono tra gli esseri viventi ed il suolo. Un esempio classico dell’agroecologia è quello di piantare gli alberi nei campi”.

Anche gli ultimi investimenti fatti a Mensanello guardano al futuro: “Siamo impegnati a migliorare sia la parte agricola che quella ricettiva. Sul nostro sito, grazie al lavoro del collettivo ‘Pirati associati‘, è possibile trovare informazioni sulla Tenuta, sul ristorante, sui nostri vini e sulle ‘agri-esperienze’, come la visita alla cantina, al frantoio e al birrificio, le degustazioni dei nostri prodotti, quali il vino, l’olio e i salumi dei maiali che alleviamo allo stato semibrado nei nostri 40 ettari di bosco, le cooking-class o le escursioni nella nostra tenuta.

Altre attività che possono essere svolte a partire da Mensanello sono i tour guidati, i trekking sulla Francigena, le gite in bici, con una stanza per il ricovero e la piccola manutenzione dei mezzi. Ed è possibile fare rafting nel ‘Sentierelsa’, un percorso attrezzato nel parco fluviale del fiume Elsa, a 4 chilometri da qui, oppure spiccare il volo dall’aviosuperficie, che si trova a soli 800 metri dal borgo”.

Nel 2018 e nel 2019 si sono svolte le prime due edizioni del Maff, il Mensanello art and food festival: per una giornata la Tenuta ha accolto centinaia di persone per far conoscere il borgo e i suoi prodotti enogastronomici, coinvolgendo tanti artisti e tanti artigiani della zona. A causa del Covid non è stato possibile organizzare la terza edizione, ma giovedì prossimo si terrà, su prenotazione e nel rispetto delle norme in vigore per contrastare la diffusione della pandemia, una cena musicale.

“Giovedì 26 agosto – ha continuato Roncucci – proponiamo una cena con accompagnamento musicale. Su prenotazione, ci saranno piatti tipici della tradizione toscana, preparati dal nostro ristorante, con la possibilità di una scelta vegetariana. Sarà possibile assaggiare i vini e le birre prodotte nella nostra tenuta. Si terrà anche una degustazione dei nostri distillati in abbinamento con i sigari che sarà guidata da Andrea Perferi dell’enotabaccheria Puck di via Camollia a Siena, con una dolce sorpresa di cioccolato. E per concludere la serata ci sarà il concerto dei Princesa Quintet. Il quintetto, che omaggia De André in una versione femminile, è composto da Stefania Mazzieri alla voce, Fabio Rugi al basso, Daniele Caratelli alla fisarmonica e voce, Simona Bruni al flauto e voce, Marco Grassiccia alla chitarra e Franco Cartocci alla batteria. L’ingresso sarà libero prenotando al numero 350 106 9760” ha invitato alla serata il padrone di casa Neri Roncucci.

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