Gaza Palestina

“Alcune volte mi sento in colpa a vivere qua in pace mentre gli altri miei concittadini che sono sotto le bombe.”

Si chiama Sharif Hamad ed è nato e cresciuto a Gaza ed oggi vive a Siena. Nel su trascorso ha militato nel Fronte Popolare, per poi laurearsi come ingegnere in Yemen. In seguito, a causa di un grave incidente in macchina, è tornato a Gaza ed ha lavorato in una ONG italiana ACS che si occupa principalmente di agricoltura.

Come fa Sharif adesso ad essere in Italia e in particolare a Siena? La spinta è venuta grazie a Meri Calvelli, anch’essa operatrice di ACS da oltre 20 anni a Gaza. Per poter uscire da Gaza, ha dovuto aspettare due anni prima di avere le dovute autorizzazioni. Una volta in Italia, Sharif si è iscritto (e ha vinto la borsa di studio) al master Cultural Diplomacy di cui ha parlato anche recentemente il professor Lenzerini al Rettorato UNISI, durante la presentazione di Mona, attivista Iraniana. Durante il periodo del Covid Sharif, ha prestato il suo servizio presso le navi della Croce Rossa adibite ai migranti in quarantena.

Attualmente lavora per la ONG Pangea con sede a San Rocco, e fa dei turni di notte presso la Caritas, dove c’è un dormitorio di 20 posti letto per ragazzi pachistani.
Poco più di un anno fa, superando diverse difficoltà, è riuscito a portare in Italia sua moglie e i suoi quattro figli.

“Mi ritengo fortunato ad avere amici internazionali e di essere riuscito ad uscire da Gaza, la maggioranza non ha nessun. Gaza è considerata in tutto il mondo il carcere più grande a cielo aperto. Sono arrivato in Italia consapevole, avevo 35 anni. La lingua inizialmente è stata una difficoltà, certamente. La cultura è totalmente differente, perdendo la tua zona di confort, mi ha aiutato molto avere amici italiani e che sono stato studente all’Università di Siena, mi ha aiutato ad inserirmi. La difficoltà più grossa è essere qui da uno che proviene da Gaza, è pensare a tutti questi privilegi che troviamo qua, come l’elettricità, e li non ci sono. Alcune volte volte mi sento in colpa a vivere qua in pace mentre gli altri miei concittadini che sono sotto le bombe.”

La sua vita prima, il suo arrivo in Italia, la situazione di Gaza ed Hamas, la speranza del futuro. Questo quello che Sharif ci ha rilasciato nell’intervista sotto riportata in video.

L’intervista integrale

Nato a Siena il 5 Marzo 1993. Grazie alla web radio del mio paese ho intrapreso la strada di speaker, conduttore e telecronista da oltre 10 anni. Una delle mie più grandi passioni è riuscire a raccontare lo sport del territorio che mi circonda.

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