La storia del Palio d’Etiopia del 17 aprile 1938

Nel giorno di Pasqua, vogliamo raccontarvi una storia particolare. Un Palio (non riconosciuto dal Comune di Siena) che fu corso in Etiopia il giorno di Pasqua (17 aprile) del 1938.

Nel villaggio di Ambaciara erano di stanza alcuni legionari senesi del XCVII Battaglione CC.NN comandati dal Comandante Seniore Giuseppe Mariotti, ocaiolo.

I soldati senesi, per mitigare la nostalgia di casa, decisero di organizzare un Palio in Etiopia. Non c’erano a disposizione i cavalli quindi furono reperiti dei muli nella zona.

Furono fatte l’estrazione delle contrade, l’assegnazione e la corsa. Per la cronaca, a vincere quel Palio fu l’Oca, contrada del Comandante Mariotti.

La cronaca de “Il Telegrafo”

A questo punto vale la pena riportare uno stralcio di un articolo del 13 maggio 1938 che il nicchiaiolo Dino Corsi scrisse nel giornale “Il Telegrafo”: “L’ordine risuona nella pista e la moltitudine tace. Si apre la busta (tutto in regola, come a Siena) e le contrade prendono posto alla mossa. Drago!… lo storno – il più veloce – entra per primo… ma i nicchiaioli han ben lavorato e, al calar del canape, il muletto non parte.

Nicchio! Nicchio primo!… l’azzurro corre verso la vittoria, ma a “San Martino” (vogliamo dire alla prima curva) la bestia ha uno scatto e si fa raggiungere dal Drago che liberatosi dalla stretta delle Contrade… vendute, si è fatto luce.

Per due giri e mezzo Nicchio e Drago procedono appaiati suonandosi un sacco di nerbate, ma all’ultima curva del terzo giro, diciamo pure al “Casato”, i due quadrupedi si impuntano, si fermano e non procedono oltre. L’Oca, rimasta fino ad allora in ombra, si fa largo a suon di nerbate e… vince. Sorpresa generale!

Nicchiaioli e Dragaioli, uniti dal… purgante, bestemmiano la loro rabbia mentre quei di Fontebranda, ricevuto il Palio dalle mani del Reggente, portano in trionfo il drappellone e inneggiano alla vittoria. Echeggiano gli stornelli tradizionali, il “Daccelooo!” risuona come rombo di cannone e i tamburi rullano a festa.

Agli ocaioli si sono uniti quelli delle contrade amiche… l’entusiasmo, il delirio sono reali, sono quelli a Siena.

Ci sembra di udire il sommesso mormorio di Fonte Gaia, alziamo gli occhi come a cercare l’esile sagoma del Mangia e finisce l’incanto. Lassù in alto, lungo il muro del forte, è ferma una sentinella.

Il milite, al posto di servizio, ha vegliato ore e ore per noi, per la nostra festa. E ci ricorda, il camerata, il nostro compito, il dovere da assolvere, compito faticoso di italiani e legionari”.

Al termine della “Carriera” fu assegnato anche il Cencio dipinto su una bandiera italiana che il Comandante Mariotti riportò a Siena nel febbraio del 1939. La Nobile Contrada dell’Oca conserva tutt’ora quel Cencio nel proprio museo, che le venne donato nel 2015.

Fonte: www.ilpalio.org

Francesco Zanibelli
Sono appassionato del Palio di Siena, della sua Storia e di tutte le corse dei cavalli a pelo italiane. Mi interessano le nuove tecnologie e sono appassionato di musica, storia e geopolitica.

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