Giovedì 17 nella sala dell’Accademica degli Intronati la presentazione dell’opera

È uscito finalmente nella sua versione completa, esemplata su quella definitiva tedesca, apparsa nel 1946 e proposta in Italia nel 1946 da Einaudi con un titolo diverso dall’originale, il libro di Bruno Snell “La scoperta dello spirito La cultura greca e le origini del pensiero europeo” (LUISS University Press).

Si tratta di un’opera fondamentale, che ora è possibile leggere o rileggere con l’attenzione che merita integrato delle parti omesse nella prima edizione italiana. Sarà presentato da Maurizio Bettini e Simone Beta alla 17,30 nella sala dell’Accademia degli Intronati (via di Città 75) giovedì 15 febbraio. Sarà presente l’autore dell’ampia prefazione Roberto Andreotti, che ricostruisce la fortuna della ricerca e l’influenza che ha esercitato in Europa.

“Il libro – sottolinea Andreotti – è composto di capitoli-saggio, che vanno da Omero al periodo ellenistico e indagano come dalla naturalità indifferenziata della poesia epica si giunge, attraverso la nascita della tragedia, al problema di cos’è l’uomo, e come, dall’immagine-metafora, nasce il problema della scienza, e come la civiltà greca finisce con l’invenzione (Ellenisti, Virgilio) di un mondo arcadico, di arte pura: la letteratura. Indagine ricchissima di idee geniali, sorprendenti, di punti di vista illuminanti. Dopo aver profondamente fecondato la cultura europea del dopoguerra, ‘La scoperta dello spirito’ si è progressivamente eclissata: del resto la sua visione ‘olistica’, cioè intera, totale fu concepita nella Germania degli anni Trenta e Quaranta. Come possiamo tornare a leggerla con profitto? Oggi dobbiamo collocarla alla giusta distanza culturale, avvalendosi di una messa a fuoco mobile, come se si inforcassero delle lenti bifocali. Sarà impossibile fare un’esperienza di lettura solo retrospettiva, riportando indietro le lancette della storia: dovremo cercare perciò di tenere presenti i diversi piani culturali, facendo attenzione a non farci risucchiare, attratti dalla prosa elegante e incantatoria di Snell, in quella ‘meravigliosa’ Grecia dove tutto avrebbe avuto inizio e sviluppo, secondo una linea idealizzante largante diffusa”. Fu Cesare Pavese a consigliare la traduzione italiana del libro: ‘Indagine ricchissima – sentenziò – di idee geniali, sorprendenti, di punti di vista illuminanti, su materia nota e vivace'”.

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