La traccia sull’app di messaggistica molto quotata tra gli studenti. La notte prima degli esami o in bianco o a ripassare

“L’Elogio dell’attesa nell’era di WhatsApp” è una delle tracce più gettonate tra gli oltre mille studenti senesi che nella giornata di ieri si sono cimentati nella prima prova dell’esame di maturità. Quasimodo, Moravia, L’Idea di Nazione di Federico Chabod, Piero Angela, Oriana Fallaci, la lettera al ministro dell’Istruzione Bianchi e per l’appunto whatsapp: queste le sette tracce a disposizione dei maturandi.

Parlare dell’app di messaggistica attira i più giovani in quanto lo percepiscono come un tema più vicino a loro: “Mi ritrovo nel fatto che la società cerchi di annullare sempre di più l’attesa” spiega Leonardo Ciupi, iscritto al Liceo Musicale. “Mi piaceva molto perchè si parlava di attualità e poi potrebbe essermi utile per l’Università” sostiene invece Ginevra Caroni del Liceo delle Scienze Umane.

Immancabile come sempre il travaglio della notte prima degli esami: “Ho dormito davvero poco” confessa Alessandro Imperato del Liceo Galilei, “Non ho dormito” afferma perentoria Alice Matteini del Liceo Scienze Umane”. Ma non manca chi riesce a prenderla con leggerezza: “Sono stato a casa a ripassare, poi sono andato a dormire” dice Gregorio Mazzi del Liceo Economico Sociale.

La maturità però è sempre un trampolino, oltre che un rito di passaggio. Tra pochi giorni tutti questi studenti si troveranno a dover pensare a cosa vorranno fare da grandi: “Il sogno è di entrare a psicologia” racconta Matilde Burresi. Per questi ragazzi il futuro è adesso, la scuola sta per diventare il passato.

Vincenzo Battaglia
Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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