A quasi trent’anni dalla data di scioglimento del sodalizio degli artisti, ‘Remedy’ ripropone alcune delle creazioni più rappresentative dell’esperienza che coinvolse gli artisti dal 1984 al 1991

Inner room Open Zona Toselli, il progetto di arte diffusa e di qualificazione dell’area, celebra dieci anni e, con il Comune di Siena, Ance Siena Confindustria, Ordine degli Architetti, organizza ‘Remedy’, la Mostra Storica del ‘Gruppo di Piombino’.

A quasi trent’anni dalla data di scioglimento del sodalizio degli artisti, ‘Remedy’ ripropone alcune delle creazioni più rappresentative dell’esperienza che coinvolse gli artisti dal 1984 al 1991. Queste opere, storiche, cristallizzate in una forma che testimonia una trasformazione irripetibile e irreversibile, sono raccolte all’interno degli spazi Fusi&Fusi, CasaNova, Sali&Giorgi. Con queste esperienze, ognuno dei quattro artisti presenta un progetto site specific in corso d’opera, allestito in spazi limitrofi, economici e tradizionalmente non deputati all’arte. ‘Remedy’, Le Mostra Storica del Gruppo di Piombino a Siena rappresenta una scelta storica. “Tre dei quattro artisti del Gruppo, Falci, Fontana, Modica, esposero per la prima volta insieme in un evento pubblico a Siena, in Fortezza Medicea, alla mostra ‘Una generazione nuovissima nell’arte italiana’ curata da Enrico Crispolti, agosto 1985, nella sezione creata espressamente per loro: ‘Azione partecipata’”, spiega Domenico Nardone, teorico del ‘Gruppo di Piombino’.

Viale Toselli rappresenta una delle zone del Comune di Siena economicamente più attive. L’area dagli anni ’70 ha innovato nell’organizzazione urbanistica come primo esempio di condominio produttivo su due piani che ospita piccole e medie imprese, opifici artigianali. L’architettura presenta dei rimandi linguistici a Le Corbusier. Viale Toselli è cresciuto in termini di presenze imprenditoriali e di diversificazione dell’offerta. Sono sopraggiunte addizioni che hanno modificato l’iniziale aspetto di linearità architettonico-funzionale verso un modello tipico delle periferie italiane. Il processo, però, non è stato sostenuto da uno sviluppo di altri servizi e strutture. Viale Toselli è stato, così, relegato ad un ruolo secondario nello scenario sociale senese, orfano di elementi ed azioni che favoriscono la vitalità di un territorio.

“‘Remedy’ – dice Federico Fusi coordinatore inner room Open Zona Toselli -, attraverso la lettura dei luoghi, con una serie di installazioni artistiche, trasforma viale Toselli: le nuove situazioni stimolano l’indotto sociale, economico, culturale, tanto più se sostenute dai nuovi progetti comunali di mobilità e di riorganizzazione territoriale che stanno convergendo su questa parte della città”.
“’Inner room – Open Zona Toselli sviluppa un aspetto che, in linea con le strategie della nostra Associazione nazionale, coinvolge Ance Siena Confindustria – dice il presidente Giannetto Marchettini – : cioè, la Rigenerazione Urbana. Il completamento delle opere di urbanizzazione per la mobilità interna in Viale Toselli, inserite dal Comune nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, consentirà la riqualificazione, valorizzazione di questa area, con un ruolo importante di questo progetto”.

“Il coinvolgimento dell’Ordine degli Architetti – spiega il presidente Nicola Valente – è sostenuto dalla sensibilità, per le caratteristiche della nostra professione, alle iniziative che qualificano il territorio con la consapevolezza di partecipare alle azioni che ci chiamano in causa“.
“Nella stessa mostra – aggiunge Nardone -, ritroviamo i due momenti dell’articolazione espositiva a due tempi, cara alla teoria dell’arte di Piombino. Da una parte, i progetti site specific in corso d’opera, esperimenti in vivo per coinvolgere nell’interazione, potenzialmente estetica, un pubblico generico ed inconsapevole; dall’altra, opere che raccontano un incontro già avvenuto, che ha definitivamente trasformato l’aspetto apparente o meno di oggetti di uso quotidiano, proiettandoli al di fuori della configurazione seriale e reindividualizzandoli. Questa ‘non dimenticanza dell’oggetto’, la sua mancata evaporazione e scomparsa di scena, costituiscono alcune delle principali caratteristiche, più che mai attuali, che caratterizzano Piombino dal movimento dell’Arte Relazionale”.

Questi aspetti rendono interessante proiettare l’arte del ‘Gruppo di Piombino’ nel Villaggio Artigianale. «Riviste dopo trent’anni e più, le opere del ‘Gruppo di Piombino’ non appaiono ricoperte dalla patina del tempo, viceversa, la vitalità della spinta propulsiva che il progetto piombinese mostra ancora di esercitare, molto al di là della conclusione della sua esperienza storica, è qualcosa che non può fare a meno di sorprendere“, conclude Nardone.

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