Tanto entusiasmo intorno al palio della ripartenza, che non è stato fermato nemmeno dalla pioggia caduta abbondante all’ora di pranzo

Pomeriggio che sa di Palio quando piove e piove molto, si accorciano i tempi, si rivede il cerimoniale ma alle 5 del pomeriggio l’aria è la stessa di sempre.

Quella che si legge nei volti della gente, i soliti via vai sotto la tribuna, col Palio che si fa con i se e i ma, perché fino al sorteggio delle batterie si parla per il piacere di parlare.

Nell’845esimo anniversario della battaglia di Legnano, gli onori al Carroccio, al grido di Capitani le armi, il Palio diventa Palio. San Domenico, dopo due anni e mezzo pone di nuovo nella mani del supremo magistrato la croce pettorale, qui il lungo 2019 del Palio di Legnano si scioglie finalmente e con il sorteggio delle batterie, è Palio 2021: prima batteria San Domenico, San Magno, Sant’Erasmo e San Bernardino. La seconda con Sant’Ambrogio, San Martino, Flora e Legnarello. Dalla prima entra in finale San Domenico e San Bernardino, dalla seconda Sant’Ambrogio e la Flora. Inaspettatamente fuori San Magno e Legnarello, Sanna e Tittia.
Il Palio se lo vanno a contendere Gingillo, con una batteria portata avanti con grande maestria, Siri che tenta di bissare la vittoria del 2019 e gli esordienti per il Palio di Legnano, ma esperti di provaccia, Carboni e Arri.

All’ingresso delle reggenze, una volta schierate in campo, segue quello dei magistrati supremi. La pista, attraversata da un nubifragio verso pranzo, regge.

Il cavallo della Flora, con cui Carburo aveva ottenuto una grande vittoria a Piancastagnaio qualche anno indietro, è il soggetto da battere. La mossa finale è veloce, la sensazione è che ognuno, al ritorno di un Palio importante, corra per sé.

Gingillo mantiene la prima posizione, dietro Arri lotta senza mollare mai con Siri, la Flora in ultima posizione inizia a rinvenire
La potenza di Escobar e gli eventi della corsa portano Carburo in prima posizione fino al palo di arrivo. Il soggetto, allenato da Pusceddu conferma, pur oltre i 10 anni di età una superiorità assoluta.

I fantini della finale si impegnano tutti, senza risparmio, degli esclusi bene Tempesta che, nonostante poco mezzo, si spende al possibile fino in fondo e Gavino Sanna che non si è lasciato intimorire dalla presenza di San Domenico, sua rivale.

Con la terza vittoria del puro di Pusceddu, l’avanzare della sua età e le scarse prestazioni degli altri cavalli, ripropone il filo conduttore delle chiacchiere delle giornate di Palio Legnanesi: la difficoltà di reperire purosangue e di farli adattare alla pista. Il dibattito adesso dovrà necessariamente aprirsi.

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