“Dopo la morte spariti due anelli d’oro che mio padre portava sempre”

E’ un racconto triste quello che una nostra lettrice ha deciso di inviare alla nostra redazione. Oltre alla scomparsa del padre, infatti, avvenuta presso il pronto soccorso di Siena, Susanna Baldi ha denunciato la perdita di due anelli d’oro, che, secondo la donna, il padre portava sempre alle dita della mano sinistra e che, oltre al valore dei monili, rappresentavano un valore affettivo non indifferente. Per la scomparsa degli anelli la donna ha deciso di presentare denuncia alla questura.

La donna segnala i “fatti intervenuti in occasione del decesso di mio padre Nello Baldi di anni 96, residente a Siena e domiciliato dalla primavera scorsa presso la Asp Città di Siena Casa di Riposo Butini Bourke sita in Via Pispini n.160. Mio padre è morto all’alba del 2 dicembre scorso presso il Pronto Soccorso dell’Opedale Le Scotte di Siena per embolia polmonare, si era sentito male a metà pomeriggio del giorno prima nella Casa di Riposo che ha chiamato il 118, che lo ha portato in Ospedale dove la mattina del 2 dicembre è deceduto”.

Secondo la donna c’è stata “la mancata comunicazione che doveva essere fatta o a me o a mia sorella Maria Gioia Baldi del ricovero di nostro padre e delle sue gravi condizioni”. Secondo la donna la struttura ha detto di aver chiamato e “trovato il telefono irraggiungibile, io non sono stata mai chiamata, nonostante avessero il mio cellulare. Mia sorella non ha trovato sul suo cellulare nessuna chiamata. Loro erano tenuti a telefonare per avvisarci e doveva essere fatto fino a che una delle due non avesse risposto. Sapendo le condizioni precarie del nostro babbo i telefoni erano sempre accesi giorno e notte. Mia sorella ha ricevuto una telefonata da parte di un operatore della Casa di Riposo la mattina del 2 dicembre alle ore 7.45 che annunciava la morte di nostro padre in Pronto Soccorso. Subito dopo mia sorella mi ha messo al corrente della dolorosa perdita”. 

“Il secondo e non meno grave fatto – prosegue la donna – riguarda il furto di due anelli d’oro che mio padre portava sulla mano sinistra: la fede cesellata con il nome di mia madre inciso all’interno e un anello da uomo con una pietra detta occhio di tigre. Ho chiesto sia al personale Rsa che al Capo Sala del Pronto Soccorso se avessero trovato i due anelli, l’operatrice della casa di riposo ha affermato che quando è entrato in ambulanza aveva gli anelli, il Capo Sala ha affermato che loro tolgono ai pazienti solo collane ed orecchini, quindi degli anelli non sapevano dirmi nulla, le casseforti del reparto erano vuote, non ho potuto parlare con coloro che erano in ambulanza”.

“In sintesi – conclude la donna -questi anelli non sono saltati fuori né spero certo di recuperarli… ma con il furto non se ne vanno soltanto i preziosi, vengono profanati i ricordi, ignorate le reminiscenze appartenute ad una storia familiare. Potrebbero essere stati rubati mentre era morente o quando era già cadavere. Questo non lo sappiamo né lo sapremo mai temo…Quindi ho presentato denuncia in data 4 dicembre alla Questura di Siena. Teniamo inoltre conto che il Covid rende ancora più indifesa e fragile la condizione di chi è malato o in fase terminale, impossibilitato a difendersi e senza l’assistenza e la protezione dei familiari”. 

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