Il Consorzio di Tutela Cinta Senese Dop riparte con un sito rinnovato, un nuovo logo e un libro. Annunciate anche, dall’assessore regionale all’agricoltura, nuove misure per gli allevatori

La Cinta Senese torna in Piazza del Campo” non è solo il nome dell’evento che si è svolto questa mattina ma è soprattutto quello che accadeva qualche secolo fa quando gli allevatori erano soliti portare questa eccellenza in Piazza del Campo per ripulirla dai residui del mercato. Una tradizione che parte dall’affresco del Buon Governo di Lorenzetti e arriva fino ai giorni nostri, attraverso la foto scattata questa mattina agli allevatori e i loro animali. Un’occasione non solo per ripartire con una nuova campagna promozionale ma anche per presentare il nuovo il logo del Consorzio di Tutela della Cinta Senese Dop, il sito rinnovato e il libro “Cinta Senese Dop”.

Tornano protagonisti gli allevatori di Cinta Senese e i loro animali con una foto scattata questa mattina sui mattoni rossi di Piazza del Campo, un simbolo che riporta alla mente il famosissimo affresco del Buon Governo di Lorenzetti. Lì infatti con l’inequivocabile fascia bianca è rappresentato un esemplare di Cinta Senese che viene condotto verso il mercato in Piazza del Campo, con lo scopo di ripulire il granellame caduto dai banchi. “La foto scattata oggi – ha detto il presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese Daniele Baruffaldi simboleggia un nuovo inizio che facciamo lanciando una campagna promozionale fatta sui porcari toscani, il nostro nuovo simbolo è infatti l’immagine stilizzata di un uomo e di una donna con il bastone tipico. Ma – ha aggiunto – quella di oggi è anche l’occasione per presentare il libro “Cinta senese” e il sito rinnovato dove trovare dati e documentazioni”.

Soprattutto, come ha evidenziato il Presidente. “La Cinta Senese ha bisogno di tutto questo perché si era quasi estinta. Oggi invece è molto conosciuta ed ha una produzione di 4mila maiali macellati annualmente, ma che non sono sufficienti a soddisfare la domanda sempre più in crescita. La campagna che lanciamo quindi si rivolge ai nuovi allevatori, perché la Cinta ha tante potenzialità, dà la possibilità di recuperare i terreni incolti e di dare ai consumatori un prodotto eco-sostenibile con animai allevati nel pieno rispetto del loro benessere”. A sottolineare gli aspetti sostenibili di questo allevamento, è lo stesso direttore di Qualivita, Mauro Rosati: “E’ un animale allevato ma allo stato brado, questo vuol dire molto per i nostri standard di qualità. Lo stato brado è uno tra i principali requisiti del benessere animale. Ciò ci da modo di riportare un messaggio importante: Siena ha avuto sempre un feeeling giusto con i propri prodotti, grazie a questo la Toscana è sinonimo nel mondo di qualità, paesaggio e ambiente“.

Un giorno importante anche per la corrispondenza con il buy food, come ha fatto notare l’assessore al commercio e turismo Alberto Tirelli: “Offrire l’opportunità a tutte le eccellenze di potersi mettere in mostra in questo momento storico è un fatto significativo e importante. Siena si propone come vetrina di queste eccellenze”. Da prodotto tipicamente senese la Cinta Senese diventa ora “l’eccellenza della nostra regione, che ha saputo riscoprire questa tradizione che si stava estinguendo – ha fatto così notare l’assessore regionale all’agricoltura Stefania Saccardi annunciando quelle che saranno le nuove misure per gli allevatori – misure per sostenere la realizzazione di recinzioni a protezione di questa razza da varie problematiche, prima tra tutte la peste suina africana trasmessa dai cinghiali. Faremo il possibile perché questa eccellenza cresca, aumenti e si diffondi sempre più. Metteremo 6 milioni sul benessere animale e 4/5 milioni per la realizzazione delle recinzioni utilizzando i fondi europei della pac che passano attraverso la programmazione del Psr”.

Le interviste a Daniele Baruffaldi Presidente del Consorzio di Tutela Cinta Senese Dop, Mauro Rosati direttore generale Qualivita, Alberto Tirelli assessore al turismo, commercio di Siena e Stefania Saccardi assessore regionale all’agricoltura

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