Fra Covid-19, settimana corta e mancanza di personale le scuole senesi sono pronte ad affrontare al meglio l’anno scolastico

Il cielo grigio sopra Siena ha contribuito a dare a questo 15 settembre l’aria di un nuovo inizio, a instaurare una netta cesura con l’estate torrida che ci stiamo lasciando alle spalle. Questo è più che mai vero per tutti i giovani e i giovanissimi che questa mattina sono tornati dietro i banchi delle loro scuole elementari, medie e superiori.  

In un panorama italiano che sembra desolato e desolante, le scuole ripartono fra mille difficoltà; a quelle consuete relative alla mancanza di personale, da qualche anno si sono aggiunte quelle legate alla pandemia da covid e recentemente, si è anche parlato molto di costo energetico delle scuole e di ‘settimana corta’.

Gazzetta di Siena si è confrontata con due presidi di altrettante realtà scolastiche del territorio senese, Stefano Pacini dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore Tito Sarrocchi e Floriana Buonocuore, dirigente dell’Istituto Comprensivo Federigo Tozzi. Ne è emersa una situazione delle scuole senesi tendenzialmente migliore di quella del resto d’Italia.

“Quest’anno, è quasi un miracolo, ma (eccetto qualche supplenza breve che non dipende dall’ufficio scolastico, quindi malattie o congedi) siamo al completo. – È orgogliosa Floriana Buonocuore – la carenza di organico non riguarda l’individuazione delle persone, a differenza degli altri anni, quello che è carente è l’organico in generale: rispetto agli anni scorsi abbiamo avuto un taglio di posti, sia per quanto riguarda il personale amministrativo che gli insegnanti. Sposterei l’attenzione sul taglio degli organici, piuttosto che sull’individuazione delle persone – precisa la dirigente del Tozzi.

Anche Pacini non è così pessimista circa la connaturata carenza d’organico che devono affrontare le scuole ogni inizio anno: “Già da qualche giorno ci vengono indicati i nominativi di quelli che, per quest’anno, saranno i ‘supplenti’; ma la parola inganna, perché queste persone spesso non sono di rapido passaggio, ma sono da anni le stesse persone, e in qualche modo sono stabili perché tendono a scegliere sempre la stessa sede. In questo modo riusciamo a garantire una certa continuità didattica”.

Anzi, quest’anno, in relazione alla crescente preoccupazione circa la crisi energetica italiana, l’incertezza del periodo iniziale del percorso scolastico potrà essere sfruttata proficuamente da scuole come il Sarrocchi: “Almeno per un altro mesetto avremo forme più o meno limitate di orario provvisorio, e possiamo approfittarne per fare dei tentativi e delle sperimentazioni di nuove forme e orari di didattica – spiega Pacini. Potrebbe essere un’occasione per sperimentare la cosiddetta ‘settimana corta’, che prevede soli cinque giorni di lezioni al posto di sei, con il sabato libero.

Settimana corta che è la prassi al Tozzi, ormai dal 2015; ma la preside Buonocuore rimane obiettiva circa le carenze energetiche del proprio Istituto. “Per quanto riguarda il risparmio energetico mancano sulle scuole degli interventi strutturali a monte. Il tema è la necessita di un ammodernamento energetico delle strutture, non solo di un giorno in meno a scuola, ma sono interventi che non s’improvvisano dall’oggi al domani”.

Tutti invece più o meno preoccupati per la questione covid, ancora ampliamente irrisolta. Le linee guida per l’anno scolastico 2022-2023 infatti non prevedono in alcun caso l’ausilio della Dad: qualora un bambino si ammali di Covid-19 rimarrà a casa, senza seguire le lezioni, come farebbe se avesse una normale influenza.  “Non mi aspetto niente di buono da quest’anno scolastico – confessa brutalmente Buonocuore – perché hanno allentato le regole ma i problemi continueranno ad esserci. In un’aula per otto ore, senza mascherina, senza distanziamento, senza niente non so quello che succederà, quanto dureremo in una situazione tutto sommato sotto controllo”. Anche al Sarrocchi, d’altronde, l’attenzione è alta: “Tutta la scuola italiana è sospesa fra speranze e timori, noi non facciamo eccezione, ma non siamo preoccupati, perché restiamo vigilanti e attenti, per essere pronti ad affrontare il problema e mai nervosi”.

Sono una giovane studentessa della facoltà magistrale di Lettere, maremmana di nascita, ho lasciato l'Argentario da quattro anni per vivere e studiare a Siena. Mi interesso di politica, ambiente e attualità, con il proposito di capire e raccontare la cronaca di un territorio tanto antico e ricco di storia quanto vivo e vitale come quello senese.

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