Il sindaco di San Quirico Maramai: “Cinquanta anni ininterrotti di Forme nel Verde rappresentano un traguardo notevole per il nostro comune”

Si celebrano oggi i 50 anni di Forme nel Verde e per l’occasione è stato creato uno straordinario percorso d’arte composto dalle sculture monumentali di Helidon Xhixha.

“Cinquanta anni ininterrotti di Forme nel Verde (ad eccezione del 2020 causa Covid) – ha sottolineato il sindaco di San Quirico d’Orcia Danilo Maramai – rappresentano un traguardo notevole per il nostro comune. Mezzo secolo che ha permesso a San Quirico di arricchirsi di un notevole patrimonio artistico. Questo traguardo sottolinea il ruolo che San Quirico d’Orcia ha avuto, e che mi auguro avrà anche in futuro, nel panorama artistico contemporaneo italiano ed internazionale. Vorrei ricordare il ruolo rivestito da Mario Guidotti, e come amasse sottolineare come a San Quirico stavamo facendo un pezzo di storia”.

“Un’iniziativa che coniuga arte contemporanea, paesaggio, respiro internazionale, storia e bellezza: è tutto questo Forme nel Verde – ha detto il presidente Eugenio Giani -. E’ tutto questo la Toscana, vorrei dire.  Si apre una rassegna che esprime in una summa lo spirito della nostra regione, capace da sempre di integrare arte e paesaggio grazie alla sapienza, all’attenzione e al genio di chi nella nostra terra si mette all’opera”.

“Non a caso – continua Giani – avviene San Quirico d’Orcia, patrimonio dell’Unesco. E non a caso il prodigio avviene da 50 anni, traguardo che ci rende orgogliosi, grazie a una rassegna che ad ogni volta fa un passo ulteriore e quest’anno vede un’edizione straordinaria che coinvolge tanti luoghi della Val d’Orcia, della città di Siena e di Bagno Vignoni, a conferma del valore dell’iniziativa sul territorio che una volta ancora diventa patrimonio capace di parlare al mondo”.

“Una mostra nata per creare un dialogo con il paesaggio in cui è collocata – ha spiegato Helidon Xhixha – La Toscana è un luogo meraviglioso a cui io sono sempre stato legato e grazie a questa mostra ho potuto conoscere uno spazio nuovo a cui ho dedicato alcune opere site specific. L’acciaio è un materiale con cui viviamo sempre e con cui abbiamo un dialogo aperto perché ci rappresenta e non è mai statico. Ho cercato di modellare la luce attraverso la forma”.

“Celebrare la sopravvivenza culturale di 50 anni legati all’arte scultorea, è qualcosa di straordinario – ha detto Carlo Pizzichini, direttore artistico di Forme nel Verde – Ho scelto Xhixha perché c’era bisogno del ritorno alla scultura monumentale, intesa non solo come forma ma anche come arredo urbano concepito in relazione allo spazio circostante che lo ospita”.

“Helidon è una delle voci più forti dell’arte scultorea contemporanea – ha spiegato Klodian Dedja, curatore della mostra – e aver scelto San Quirico che è luogo di cultura, eleganza e raffinatezza, rappresenta un grande valore che si aggiunge a quello del suo lavoro artistico”.

Il percorso espositivo di Reflexes inizia da San Quirico d’Orcia dove, negli Horti Leonini, sono installate le sculture, NebulaCorallo D’AcciaioDiversityRoccia del Mediterraneo e Suono d’acciaio. Sempre a San Quirico, nella piazza Chigi, davanti alla Collegiata è installata l’opera Satellite.

Lungo la via Cassia, al centro del gruppo dei Cipressini, icona indiscussa dell’immagine della Toscana e dell’Italia intera, trova posto l’opera Ionic Column, che cattura e riflette con la sua superficie a specchio uno degli esempi più emblematici di quel paesaggio agricolo e pastorale che è eccellente esempio del ridisegno paesaggistico rinascimentale.

Tra i luoghi della Toscana da cartolina Bagno Vignoni è indiscutibilmente tra i più antichi e conosciuti. La sorgente d’acqua termale racchiusa nella vasca rettangolare cinquecentesca, che caratterizza il centro del borgo, ospita un grande Icebergin acciaio che emerge dal fondo della vasca.

Sempre seguendo l’antico percorso della via Francigena, nel tratto che da San Quirico porta a Pienza, la mostra Reflexes incontra la chiesina tardo-rinascimentale di Santa Maria in Vitaleta nei cui spazi verdi attigui trovano posto le opere Conoscenza e Abbraccio di Luce.

Il percorso espositivo termina nella Piazza del Duomo a Siena, davanti al Pellegrinaio, dove si erge con lo sfondo dei marmi del Duomo l’opera Getto di Luce, nel cui riverbero si espandono gli edifici della piazza e la splendida facciata del Duomo.

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