Le imprese dell’autotrasporto si orientano verso la transizione ecologica ma i costi, la burocrazia e la carenza di personale le mettono in grande difficoltà

“Le imprese dell’autotrasporto hanno grandi difficoltà a trovare autisti. I costi per ottenere le patenti sono alti e questo costituisce un motivo che allontana molti dall’intraprendere questo mestiere. In Toscana ne mancano oltre 1000”, a dichiararlo è Roberto Tegas presidente regionale di Confartigianato Trasporti. Oltre alla carenza di personale, dal confronto tra le imprese dell’autotrasporto associate a Confartigianato in Toscana, effettuato durante uno degli incontri del programma Restart, sono emerse alcune criticità che il presidente Tegas ha raccolto e che sono riconducibili a due tipologie: le difficoltà legate ai costi del trasporto e quelle legate alla transizione ecologica ed energetica.

Per Tegas:”I settori trasporti, spedizioni e logistica stanno subendo forti aumenti dei costi a causa in particolare del caro carburanti e dell’aumento del prezzo dei pezzi di ricambio; sono aggrediti dalla speculazione. L’additivo di nuova generazione ADBlue, utilizzato sui i mezzi a gasolio per ridurre le emissioni nocive, dovrebbe essere reso più accessibile. Invece è diventato costosissimo e siamo al paradosso che meno gli automezzi inquinano più costano alle aziende”.

Un altro grave problema sono i prezzi dei pezzi di ricambio e i tempi di consegna degli automezzi nuovi ordinati. Per il presidente: “In alcuni casi gli aumenti dei costi dei pezzi di ricambio hanno superato il 50% e i tempi di consegna dei nuovi automezzi meno inquinanti possono raggiungere anche un anno o un anno e mezzo”. Il settore dei trasporti è impegnato nella transizione ecologica ma la burocrazia e la concorrenza sleale frenano questo processo. Per Roberto Tegas: “Occorrono meno burocrazia e più incentivi per aiutare le imprese a percorrere la strada della transizione ecologica verso motori elettrici ed ibridi. L’ Albo degli Autotrasportatori è uno strumento valido per contrastare la concorrenza sleale e l’abusivismo ma un’azienda per iscriversi dovrebbe avere almeno i mezzi Euro 4, invece oggi possono operare sul mercato anche aziende con mezzi Euro zero. Questa situazione rende difficile arrivare alla decarbonizzazione del trasporto merci, per raggiungere le zero emissioni entro il 2050, come proposto dalla Commissione Europea”, conclude il presidente.

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