Davide Papaccioli Poggibonsi coma 18 anni (1) (1)

Davide, in coma dopo lo scontro in una partita a Poggibonsi: dopo un anno è in riabilitazione con la speranza di tornare a camminare

Davide Papaccioli, 18 anni di Poggibonsi, rimase vittima di uno scontro di gioco finendo in coma il 10 maggio dello scorso anno, durante una partita sul campo della squadra poggibonsese Virtus Biancazzurra.

Una situazione critica durata mesi come ricorda il padre Michele.

“Se chiudo gli occhi mi vedo davanti al professor Oliveri a firmare il consenso per la donazione degli organi e oggi siamo a parlare di riabilitazione, è stato un miracolo”.

Oggi Davide è ricoverato in una struttura riabilitativa in provincia di Lecco, sta tornando lentamente alla consapevolezza, i medici sono ottimisti soprattutto dopo l’intervento ai piedi al quale è stato sottoposto un mese fa a Rimini e che gli ha permesso di sorreggersi nuovamente in piedi.

Ma oltre all’aspetto motorio è fondamentale che il ragazzo sia costantemente stimolato.

“Durante il periodo natalizio Davide è stato a casa e gli amici che sono venuti a trovarlo lo hanno fortemente motivato” racconta il padre.

“Ad oggi il ragazzo riesce ad esprimersi, si fa capire, ha una voce ancora grottesca dovuta al lungo periodo in cui è stato intubato, ha fatto passi da gigante ma non deve mollare nonostante la riabilitazione sia dolorosa e gli manca ancora un pezzo di osso nel cranio“.

Davide frequentava il quarto anno in un istituto superiore, sta pensando di riprendere lo studio?
“Sì abbiamo ricevuto da poco questa bella notizia, potrà frequentare le lezioni dal centro riabilitativo. E questo è importante sia per l’aspetto terapeutico che per quello scolastico. Ha superato i test di lettura e di scrittura, poi con il tempo recupererà l’anno fino a conseguire il diploma”.

Come state affrontando questo periodo?
“È complicato, mia moglie Rejane ed io ci alterniamo a Lecco, siamo costretti a tralasciare il lavoro perchè la priorità è il recupero di Davide. Ci aiuta molto mia suocera che si è trasferita a casa nostra e segue gli altri figli. Il Signore ci ha dato una croce ma anche l’opportunità di poterla portare”.

Davide riuscirà a tornare alla vita di prima?
“Mi viene la pelle d’oca ma i medici dicono che le possibilità ci sono, anche per loro è un’incognita ma ogni giorno supera uno step. Ha molta forza di volontà e  noi siamo sempre lì a supportarlo”.

“Vorrei dire ancora una cosa, ci terrei molto – conclude il padre di Davide. – Voglio ringraziare  tutte quelle persone che ci hanno aiutato e continuano a farlo, è grazie a loro se riusciamo a non lasciare solo Davide.

Grazie alla Gazzetta di Siena che l’estate scorsa ha contribuito a diffondere la raccolta fondi in favore di mio figlio che siamo riusciti ad andare avanti”.

“Purtroppo le spese sono altissime, gli spostamenti e la permanenza a Lecco è costosa. La nostra vita da 10 mesi a questa parte si è stravolta. Mia moglie e miei figli erano contrari alla raccolta fondi pubblica, si vergognavano per quello che avrebbe pensato la gente ma quegli aiuti per noi sono fondamentali. Ci hanno permesso di non lasciare mai solo Davide, quindi immensamente grazie alla generosità di queste persone”.

Chiunque volesse continuare a contribuire, anche con una piccola somma, può lasciare una donazione al conto corrente con queste coordinate bancarie:
IBAN IT43G0103071943000001286351
Intestato a PAPACCIOLI DAVIDE

Cristina Borghini
"Quando pensi che tutto sia finito, è il momento in cui tutto ha inizio"

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