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Dichiarazioni a raffica a sostegno di Mps

Il titolo Monte dei Paschi di Siena consolida il proprio valore chiudendo la seduta del 4 gennaio con un +0,91% a 3,315 euro, con un esordio positivo già in avvio ed un miglioramento nel corso di tutta la giornata. Certo non è il 6% del 2 gennaio ma il titolo Mps continua ad essere sostenuto e va molto oltre quel 2,92, valore di vendita del 20 novembre scorso.

E’ l’effetto Giancarlo Giorgetti, rafforzato dall’effetto Giorgia Meloni, amplificati da tutta la stampa di settore.

“Sono convinto che nel 2024 possa concretizzarsi una soluzione in grado di ridefinire il sistema bancario in un’ottica policentrica – ha detto Giancarlo Giorgetti in un’intervista pubblicata lo scorso 31 dicembre da Il Sole 24 Ore.- L’uscita del Tesoro è già cominciata, con successo”, ha detto Il Ministro dell’Economia, sottolineando che ora “per varie ragioni la Cenerentola Mps è molto più ambita”.

E nella conferenza di fine anno ha fatto eco la premier Giorgia Meloni: “Penso che abbiamo dato un bel segnale su Mps. Abbiamo parlato per anni di come lo Stato metteva i soldi e con la nostra iniziativa bene o male alcune di queste risorse sono rientrate. Lo considero un bel segnale”.

Tanto entusiasmo si riverbera immediatamente sul mercato: oltre 20milioni di pezzi scambiati. E si intuisce quale possa essere il trend nelle prossime settimane. C’è da vendere, e questa volta ad un prezzo migliore di quel 2,92 del novembre scorso, prezzo buono, superiore al prezzo di sottoscrizione dell’aumento di capitale sociale della banca del novembre 2022, ma inferiore a quanto il Tesoro aveva investito nell’ingresso nel dicembre 2016.

All’atto della vendita del 25% il Mef si è impegnato a non vendere ulteriori azioni di Banca Mps sul mercato per 90 giorni, che scadono il 20 febbraio. In mezzo c’è la data dell’8 febbraio, termine ultimo per la presentazione del consuntivo 2023. La stampa specializzata ipotizza risultati esaltanti e per renderli migliori la banca ha usato ogni arma possibile, dallo spostamento della data della chiusura delle 50 filiali, i cui costi di smantellamento ricadranno così nel 2024, allo spostamento della data di riscossione dei mutui al 5 gennaio, per spalmare nell’anno in corso e non nel precedente gli insoluti di retail che si preannunciano consistenti.

Un panorama complessivo che fa supporre che il Mef abbia già “in canna” la prossima vendita e che stia creando tutte le condizioni per rientrare al miglior prezzo.

Susanna Guarino
Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare

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