Per otto mesi dei gruppi di contradaioli saranno spettatori al “Santospiritosciò”. Dei detenuti invece parteciperanno ai corsi della “Città dei Mestieri”


Un’iniziativa che permette ai detenuti della Casa Circondariale del Santo Spirito di incontrare il mondo delle Contrade, aprendo così il carcere alla comunità senese. È questo uno degli obiettivi di “ArtinPalio”, il progetto nato grazie alla collaborazione del Magistrato delle Contrade, della Fondazione Mps e dell’Istituto Giovanni Caselli. Il progetto si articolerà in due diversi percorsi. Da un lato per circa otto mesi dei gruppi di contradaioli potranno assistere come spettatori al “Santospiritosciò”, gli spettacoli messi in scena nel teatro del carcere dai Liberi Dentro+i Cella Music, ovvero le compagnie di detenuti della Casa Circondariale.

Dall’altro, alcuni detenuti potranno partecipare ai corsi di scambio e formazione della “Città dei Mestieri”. Uno di loro, che ha i requisiti per uscire temporaneamente dal carcere ha già cominciato un corso di calligrafia artistica. Il progetto è stato presentato proprio nella sede della “Città dei Mestieri” dal Priore della Selva (nonché referente della Commissione solidarietà del Magistrato) Benedetta Mocenni, dal Presidente della Fondazione Mps Carlo Rossi, dal preside del Caselli Luca Guerranti, dal conduttore del laboratorio teatrale del carcere Ugo Giulio Lurini e dal funzionario pedagogico Maria Josè Massafra.

“Sono onorata di ospitare questo progetto che vede il coinvolgimento di soggetti istituzionali, come la Fondazione MPS e il Caselli – ha affermato Bendetta Mocenni -. Questo è un progetto intercontradaiolo promosso e sostenuto dalle Contrade che tende a valorizzare le arti peculiari della città e del mondo contradaiolo. Apre le porte del carcere al mondo cittadino. E’ una forma di sostegno dal mondo esterno importante a persone che vivono un momento di difficoltà”.


Il progetto che rientra nell’ambito del Community Hub-Culture Hibrid della Fondazione Mps: “Vorrei fare i complimenti al Magistrato per questa sede e vorrei fare i complimenti anche per questa iniziativa – ha affermato Carlo Rossi -. Se qualcuno si svegliasse e direbbe di mettere insieme Contrade, scuola e detenuti sarebbe preso per un visionario. Invece questa iniziativa mette insieme i temi della cultura e del sociale. Il bando non aveva cifre particolarmente importanti, a questa iniziativa sono stati dati settemila euro, ma questa è la dimostrazione che non sono solo i soldi a fare la differenza”.


Nel complesso dovrebbero essere coinvolti una quindicina di detenuti per gli spettacoli e tre o quattro per i corsi di formazione: “Domani inizia la rassegna del 2024 – spiega Lurini -, le Contrade decideranno come organizzarsi. C’è una bella collaborazione, volevamo mettere in contatto questi due mondi. Spesso i detenuti stanno tanto tempo al Santo Spirito ma non hanno modo di entrare in contatto con il mondo del Palio. Il nome dello spettacolo sarà “Cavallo di battaglia”.


Si tratta quindi di un’iniziativa di welfare culturale: “Il carcere spesso diventa una struttura isolata – spiega Massafra -, ma noi da anni cerchiamo di inserirci nella comunità cittadina. Spesso i nostri ospiti non sanno bene cos’è il Palio, il percorso è anche quello di conoscenza del territorio. In ogni spettacolo ospiteremo due Contrade e faremo il tutto esaurito”.

Le parole di Carlo Rossi, Benedetta Mocenni, Ugo Lurini, Maria Josè Massafra

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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