Il più grande tennista senese di sempre ha detto addio a quasi 40 anni. “Diventare forti a un’età avanzata mi ha fatto godere di più. Il futuro? Spero di dare una mano alla mia città”

È stato il più grande tennista senese di sempre e per un periodo anche il numero uno italiano, ha sfidato i più grandi del circuito (da Federer a Nadal fino a Djokovic), ha vinto il suo primo titolo Atp a 35 anni, il più vecchio giocatore a riuscirci, e l’anno dopo si è issato fino al n. 33 del ranking mondiale, conoscendo una seconda giovinezza e una maturità impressionante.

Parliamo di Paolo Lorenzi, che a fine agosto, a quasi 40 anni, ha deciso di abbandonare il professionismo (ma continua col campionato di serie A italiano). Lo ha fatto in uno scenario unico, gli Us Open. “Ho scelto New York perché lo porto nel cuore – spiega Lorenzi a “Al Bar dello Sport” – è lì che ho vinto la mia prima partita Slam nel tabellone principale, è lì che ho fatto gli ottavi e due volte il terzo turno. Vivo in Florida da quattro anni e venivano tanti amici a fare il tifo. Fosse per me giocherei ancora, ma il problema era soprattutto fisico. Quest’anno avevo fatto una buona preparazione, ma prima mi sono strappato il polpaccio, poi sono arrivati altri problemi fisici. L’obiettivo era di rientrare tra i primi cento al mondo, ma era impossibile e allora ho preferito smettere. Rimarrò nel mondo del tennis in altre vesti“. Che al momento sono l’opinionista su Sky Sport e il giocatore di Serie A (“un modo per rimanere nel circuito, giocando solo la domenica ho anche il tempo per recuperare”).

Quali sono i momenti più belli della carriera di Paolo Lorenzi? “L’esordio in Coppa Davis e il titolo Atp a Kitzbühel – sottolinea il tennista senese – riguardando la mia carriera penso di essere stato incosciente. Avevo 27 anni e il mio best ranking era stato il n. 160 nel mondo, ma ero convinto di poter entrare nei primi 100. La chiave è stata il cambio di allenatore e preparatore atletico e il trasferimento a Livorno con un team nuovo. Ho chiuso il mio primo anno n. 80 e da lì è stata un’escalation. Diventare forti a un’età avanzata mi ha fatto godere di molte situazioni in modo maggiore rispetto a un ragazzo giovane che si ritrova a giocare subito tornei importanti”.

Siena la porto nel cuore – conclude Lorenzi – non è un caso che ho aperto qui in provincia l’attività del padel pur avendo richieste da altre parti d’Italia. Progetti futuri? Se posso dare una mano volentieri. Australian, che è mio sponsor, mi ha chiesto se voglio investire, spero di poter far fruttare tutto questo a Siena”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui