L’iconico impianto del rugby sta diventando un fortino del Cus e chiuderà l’anno solare da imbattuto. Presto una nuova struttura che farà crescere il movimento della palla ovale senese. Cinotti: “Vediamo la luce in fondo al tunnel”

Sembra quasi un ultimo regalo, un modo amichevole di dirsi addio. Il Sabbione, iconico campo da rugby di Siena, tra un po’ resterà soltanto un ricordo. Nel 2022 dovrebbe partire la riqualificazione dell’impianto, passato dopo un lungo iter dall’Università al Comune. Il paradosso è che proprio le sue caratteristiche, che rendono difficile se non impossibile far crescere il movimento della palla ovale senese, hanno contribuito al Cus Siena Rugby di chiudere imbattuto l’anno solare in campionato.

“Tutte le squadre che arrivano sono intimidite”, spiega a “Al Bar dello Sport” Antonio Cinotti, vicepresidente del Cus e responsabile rugby. Tre vittorie su tre in campionato, su tutte quella nel derby col Florentia, “che storicamente lotta per andare in Serie A. Quel successo ha gasato tutto l’ambiente – aggiunge Cinotti – nessuno, tranne forse gli allenatori, si aspettava una partenza del genere”. Ma il rugby senese è pronto a guardare al futuro e alle potenzialità dei nuovi investimenti infrastrutturali. “Per la prima volta intravediamo luce in fondo al tunnel. L’impatto sarà certamente positivo, ad oggi lo sviluppo è frenato da oggettivi problemi”.

L’Università, dicevamo, ha ceduto il Sabbione al Comune di Siena, che dovrà pubblicare un bando pubblico per la gestione. “Se il rugby senese sarà il vincitore – spiega Cinotti – partiremo con i lavori a fine stagione sportiva per sanare non solo il campo da gioco, ma anche gli spogliatoi, l’impianto idraulico e ciò che riguarda la parte sociale. Non esiste un posto dove ospitare le persone per fare il terzo tempo, che poi è un piatto di pasta da mangiare insieme”.

Le regole dicono che in B ci vuole o il sintetico o l’erba naturale (il Sabbione è al momento in deroga). Il piano prevede un nuovo campo di rugby in erba, un po’ più piccolo di quello attuale (“adesso siamo oltre il massimo, all’epoca fu fatto molto lungo per poter contemplare un campo da calcio”, sottolinea Cinotti), in modo da ricavare una metà campo in sintetico da utilizzare per gli allenamenti.

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La speranza è di esser già pronti per giocare nel nuovo impianto nel settembre 2022, ma il Cus è comunque coperto grazie alle tante collaborazioni con realtà della provincia e non solo. “Siamo più sereni perché se il Sabbione non dovesse essere pronto, potremmo appoggiarci al Valdelsa Rugby, che ha un impianto a Gracciano e col quale i nostri ragazzi si alleniamo insieme ogni 15 giorni”, dice il vicepresidente del Cus Siena.

Quanto ai finanziamenti, “stiamo trovando delle soluzioni insieme al Comune. Il nostro sponsor, Banca Centro, è interessato e non farà mancare il sostegno, in più la Federazione Italiana Rugby sta ricostituendo le risorse a fondo perduto per gli impianti. Marzio Innocenti, appena eletto presidente, disse che non era possibile che nel 2021 ci fossero ancora realtà come il Sabbione. Stiamo vagliando tutte le strade, anche l’autofinanziamento. Il Cus ovviamente resterà un ente importantissimo, ci sostiene in tutto e per tutto”.

La squadra intanto si sta preparando per la partita di domenica ad Imola, per un nuovo incontro che dovrebbe chiudere l’anno 2021. A meno che non venga riprogrammata la partita rinviata contro i Lions Amaranto.

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