La campanella di fine anno scolastico sta per suonare e per milioni di studenti in tutta Italia si avvicinano gli esami di maturità. Anche l’Istituto di istruzione superiore Roncalli di Poggibonsi si prepara per il tanto atteso e temuto esame per gli studenti

La campanella di fine anno scolastico sta per suonare e per milioni di studenti in tutta Italia si avvicinano gli esami di maturità. Anche l’Istituto di istruzione superiore Roncalli di Poggibonsi si prepara per il tanto atteso e temuto esame per gli studenti, che concludono un anno scolastico ancora nel segno della pandemia. Intanto la Regione Toscana, come in buona parte del Paese, mira a mettere in sicurezza lo svolgimento degli esami, aprendo le vaccinazioni ai maturandi. Il ritorno alla normalità è ancora lontano, ma si iniziano a muovere i primi passi in questa direzione.

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Si chiude un anno scolastico complesso

Quello che sta per giungere al termine è stato un anno scolastico abbastanza complesso per insegnanti e studenti, che hanno dovuto confrontarsi con la Didattica a distanza, e periodi di isolamento tra quarantene e chiusure imposte dall’ingresso in zona rossa. Lo conferma Gabriele Marini, dirigente scolastico dell’IIS Roncalli, il quale afferma che “quest’anno è stato per certi aspetti più complesso dello scorso, in cui abbiamo avuto due terzi di situazione in ‘normalità’ e un terzo di didattica a distanza al cento per cento”.

“Quest’anno, invece, abbiamo sperimentato più modelli organizzativi. Siamo partiti con il cento per cento in presenza per poi passare, per circa un mese e mezzo, al 25 per cento in presenza e, infine, alla didattica a distanza completa fino a Natale. Abbiamo poi ripreso con il 50 per cento in presenza per arrivare poi a sperimentare il modello di adesso, che prevede il 70 per cento in presenza, garantendo però alle classi quinte di essere presenti tutti i giorni. Questi scenari in continuo cambiamento hanno un po’ destabilizzato gli studenti, soprattutto i soggetti più fragili che hanno riscontrato difficoltà relazionali ed emotive. Il Covid ha colpito le famiglie e i ragazzi. Alcuni studenti hanno trascorso a casa diverse settimane tra quarantene varie e tutto il contesto ha avuto dei riverberi psicologici sugli studenti”.

Dad, buono strumento didattico ma con dei limiti

La pandemia ha messo in discussione il modo tradizionale di sviluppare la didattica. Se da una parte è vero che già da alcuni anni gli insegnanti hanno iniziato un percorso di didattica integrata con il mondo digitale, è anche vero che ultimamente si tende a voler staccare i ragazzi dai dispositivi elettronici per riavvicinarli alla realtà. In questo contesto la Dad ha comportato un’opportunità ma anche alcuni limiti, in particolare a livello relazionale. “In questo anno è mezzo” racconta Marini “è mancato quello che più contraddistingue gli adolescenti, ovvero la necessità di vivere il presente. Vedersi bloccati nel presente, senza la possibilità di vivere le loro normali esperienze ha avuto delle conseguenze a livello psicologico, non possiamo negarlo”.

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“La didattica digitale integrata” continua Marini “ha permesso il contatto con la scuola e ha dato modo agli studenti di proseguire il percorso scolastico. Come in tutti gli ambiti è necessario saper utilizzare gli strumenti con costrutto di senso. Questo vale sia per quando siamo in presenza sia per quando siamo a distanza. Va tenuto in considerazione anche l’aspetto emotivo e relazionale nel contesto scolastico. Ha avuto effetti psicologici sui ragazzi anche il fatto di dover rispettare rigide regole di distanziamento nelle classi. Non dimentichiamo, poi, che abbiamo predicato per anni agli studenti di stare disconnessi e poi li abbiamo fatti stare intere giornate davanti allo schermo. In linea con il ministero abbiamo definito un piano di alternanza tra lezioni sincrone e asincrone. Non si può certo pensare di riprodurre a distanza il modello di insegnamento in presenza”.

Verso la maturità

Il 16 giugno inizieranno, in tutta Italia, gli esami di maturità. Già lo scorso anno gli studenti si trovarono a sostenere un esame un po’ fuori dagli schemi canonici, che prevedevano prove scritte e un colloquio orale. Anche quest’anno, infatti, i maturandi dovranno dimostrare la loro preparazione con un’unica prova orale, partendo da un loro elaborato scritto che hanno già consegnato. “L’esame consiste in un colloquio” spiega Marini “preceduto da uno scritto, la cui traccia è stata assegnata sulle materie di indirizzo in un’ottica multidisciplinare. I ragazzi hanno lavorato su questo elaborato per tutto il mese di maggio. Il colloquio parte dalla discussione dell’elaborato per poi andare sull’analisi di un testo studiato nel programma di letteratura. Segue la parte dedicata a un argomentazione interdisciplinare, in base a uno stimolo fornito agli studenti, per arrivare poi alla presentazione di un’esperienza significativa come il Pcto, ex alternanza scuola-lavoro”.

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“Cambia anche l’attribuzione dei crediti” aggiunge Marini “che prevede una conversione di quelli di terza e quarta superiore, per arrivare ad essere su base 60, in modo da valorizzare quello che è stato il percorso del triennio, per poi avere il massimo di 40 crediti per la prova orale”.

Maturità con solo prova orale: vantaggio o svantaggio per gli studenti?

La nuova metodologia dell’esame di maturità, che si ripete per il secondo anno, prevede solo la prova orale. Se da una parte toglie l’ansia delle prove scritte, le cui tracce erano determinate dal Ministero della Pubblica Istruzione, dall’altra può mettere in crisi gli studenti che hanno difficoltà ad esprimersi oralmente. “L’esame di maturità” spiega Marini “è una prova che fa rilevare quelle che sono le competenze e le conoscenze degli studenti alla fine dei cinque anni. L’esame deve essere un momento in cui lo studente deve essere lasciato libero di organizzare anche il proprio percorso. L’elaborato, infatti, è l’interpretazione di una traccia a loro assegnata. Non è oggetto di valutazione l’elaborato scritto ma la sua discussione”.

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Le prove fondamentali dell’esame di maturità, comunque, non mancheranno. “Per la parte del colloquio relativa a italiano” spiega Marini “si partirà dall’analisi della struttura del testo per lasciare spazio poi a una valutazione estetico critica da parte dello studente. Il terzo punto, che era poi l’elemento centrale dell’esame riformato dal decreto 62 del 2017, prevede di dare allo studente uno stimolo di materiale per poi sviluppare un percorso multidisciplinare. Il colloquio si chiude con la parte sull’alternanza scuola-lavoro. Quindi non si tratta di un’interrogazione, ma dovremmo dare la possibilità ai ragazzi di esprimersi per far emergere il loro potenziale. Al di là della propensione o meno all’esposizione orale, credo che tutti possano essere messi nella condizione di dimostrare la loro preparazione”.

“L’esame” aggiunge Marini “era già stato riformato prevedendo due prove scritte anziché tre. La seconda prova, tuttavia, specialmente in alcuni indirizzi, era piuttosto complessa. E’ necessario tenere in considerazione tutto il percorso fatto dallo studente. L’esame di maturità, così come è concepito ora, potrebbe anche essere portato a regime, ma questo ovviamente non sta a me deciderlo”.

Valorizzazione degli spazi anche oltre la pandemia

Negli ultimi anni l’IIS Roncalli ha portato avanti un progetto di valorizzazione degli spazi dedicati agli studenti. L’istituto è stato ammodernato in diversi punti, sono stati pensati e realizzati spazi interni con diverse finalità e, con il rientro in presenza a primavera sono nate delle aule all’aperto. “Sono già alcuni anni che portiamo avanti il lavoro sugli spazi” racconta il dirigente scolastico dell’istituto poggibonsese “con l’obiettivo di recuperare e sfruttare al meglio il rapporto tra spazio e apprendimento. Questa idea parte dalla riflessione su quello che ormai è un filone consolidato di ricerca in ambito educativo che fa dello spazio un pezzo del curriculum scolastico. Nell’ambito di questo progetto abbiamo inaugurato lo scorso 9 gennaio la mediateca, intitolata a Gianni Rodari, e abbiamo aperto l’Office Lab, un laboratorio flessibile e multifunzionale”.

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“Abbiamo poi pensato di sfruttare il grande spazio esterno che abbiamo a disposizione” aggiunge Marini “per fare otto aule che rispondono all’esigenza, legata anche alla pandemia, di avere maggiore areazione. Il lavoro sugli spazi proseguirà, anche sfruttando i corridoi, per creare delle zone di estensione delle aule e che possono essere anche occasione per promuovere l’attaccamento alla situazione scolastica. L’idea è, infatti, è che più agisco in uno spazio e più sento di starci bene. In questo modo gli studenti possono sentirsi più a proprio agio ed entrare maggiormente in sintonia con il progetto scuola”.

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Progetti di mobilità e iniziative on-line

Uno degli elementi di forza dell’IIS Roncalli è rappresentato, ormai da molti anni, dalla grande proposta di eventi organizzati e dei programmi di mobilità internazionale per studenti e docenti. Alcuni di questi programmi non si sono fermati neanche in questi mesi di semi lockdown. “La mobilità degli studenti non si è mai interrotta” afferma Marini “alcuni studenti sono rientrati dal programma Erasmus a febbraio e quest’anno partiranno a luglio per andare a Malta e in Spagna. E’ prevista anche una mobilità per i docenti, per il progetto ‘Erasmus K2’, per la loro formazione. Un gruppo di docenti probabilmente partirà per la Croazia e altri per l’Irlanda. Purtroppo il progetto Eurosport è stato interrotto per due anni, ma ci auguriamo di poterlo riprendere il prossimo anno”.

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Non sono mancati, tuttavia, eventi organizzati sulla piattaforma per la didattica a distanza, con l’obiettivo di coinvolgere i ragazzi anche oltre la semplice attività didattica. Tra questi ci sono stati i Caffè Scientifici, un ciclo di incontri con letture di italiano e scienze, che hanno visto la produzione di un elaborato conclusivo per gli studenti che vi hanno partecipato. L’attività del giornale scolastico, “La Voce del Roncalli” ha dato modo, inoltre, ai ragazzi di impegnarsi in un progetto per vivere la scuola a 360 gradi. Incontri e attività che vanno a completare l’offerta didattica dell’istituto poggibonsese, che adesso è pronto ad ospitare con serenità i ragazzi che si accingono a sostenere gli esami di maturità.

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