La Collegiata di Provenzano gremita di bambini

È ormai una tradizione consolidata la consegna del premio dei Tabernacoli durante la mattinata dell’8 dicembre resa ancora più significativa dalla collocazione nella Collegiata di Provenzano come ricorda il Sindaco Nicoletta Fabio: “Fu una scelta presa gioco forza che però ha individuato il luogo giusto per la premiazione di una manifestazione rivolta alla Madonna e che viene celebrata in uno dei luoghi di culto più simbolici della città, dove il sacro ed il profano trovano perfetta unione”.

La chiesa è gremitissima, i citti i vivono in questa giornata un momento esclusivamente dedicato a loro ed è all’importanza di questa esclusività che i discorsi delle autorità sono rivolti, dal presidente del Comitato Amici del Palio, Emiliano Muzzi, al Sindaco, a Don Massimiliano al Rettore del Magistrato. Tutti all’unisono sottolineano l’importanza fondamentale dei cittini per tramandare una cultura antica, solidale e condivisa.

“In un mondo dove il bello è poco, la chiesa piena di bambini con i fazzoletti è qualcosa di veramente straordinario” dice Don Massimiliano prima di intonare il Maria Mater con le voci di grandi e piccini.

Il premio, offerto dagli archivisti delle 17 consorelle ed opera della ceramista Giulia Boscagli, è uno spin-off del masgalano, creato con la stessa materia e rappresenta una Madonna in ceramica bianca adorata da una sorta di collana/ festone con bambini con i colori delle contrade.

Vince il Nicchio ed il gruppo dei cittini di Via dei Pispini esplode in grida e abbracci riempiendo la Collegiata. Poi piano piano la chiesta si svuota, i cittini sono attesi fuori dai fotografi.

E tornano in testa le parole del Rettore del Magistrato Emanuele Squarci: “La meraviglia di questa chiesa piena di bambini è la risposta migliore ai detrattori della nostra festa e della nostra cultura“.

Nata sotto il segno dei pesci. Narratrice di storie di polvere e provincia e uomini di cavalli. "L'aria del paradiso è quella che soffia tra le orecchie di un cavallo" ( proverbio arabo)

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