Il libro “Il gioco dell’oca. L’anoressia raccontata a due voci” approfondisce il tema di una terribile malattia. Ed è stato presentato dalle 3 autrici con il contributo dell’associazione La Scintilla di Poggibonsi

Una sala piena di persone, di cui molte in piedi, come si vedono solo nelle grandi occasioni, intente ad ascoltare, a guardare, per non perdere neppure un attimo della serata, alla sala Set del Politeama di Poggibonsi per la presentazione del libro “Il gioco dell’oca. L’anoressia raccontata a due voci” (Pav Edizioni, 2024).

Un pomeriggio di luminosa umanità, ieri. Federica, Monica, Daniela presentavano, sotto la briosa guida di Monica, Il gioco dell’oca. L’anoressia raccontata a due voci. Emozioni dure e belle, consapevolezza, divertimento, nulla è mancato nel loro racconto di una malattia terribile, tenace e così diffusa. Tantissime le persone in sala e tante le domande. In tutti i presenti l’esigenza di dare un seguito e soprattutto di creare reti forti e vicine per sostenere chi vive quell’esperienza. Felice che La Scintilla abbia contributo ad organizzare quest’incontro

Un libro scritto da tre autrici: Daniela Pecchi, Monica Conforti e Federica Pucci. Con delicatezza, sensibilità e una scrittura scorrevole, racconta un percorso lungo e complesso vissuto da Federica e dalla sua famiglia per sconfiggere ciò che le ha impedito di vivere: l’anoressia nervosa.

A condurre la serata e conversare con le autrici Monica Docci, in arte Moka. La cantante ha aperto la serata con la splendida “La storia del mio corpo” di Michele Bravi, accompagnata dallo scorrere di foto attinenti alla canzone. Subito dopo la conversazione con le autrici, domande e risposte per raccontare i “perché” di un libro, i suoi segreti e le loro emozioni. Emozioni che hanno trovato voce nelle letture scelte dal libro e recitate in maniera magistrale da Lucia Donati e Alissa Berrettini.

Una serata scorsa leggera e, allo stesso tempo, densa di contenuti duri e reali. La storia di una malattia che, talvolta, non lascia scampo. Ma che, come hanno urlato Federica e Monica,con le lacrime agli occhi, può anche piegarsi alla volontà di vivere. Come hanno fatto e come cercano di fare loro. Chiaro il messaggio delle autrici: nella vita, come nel gioco dell’oca, si cade mille volte, ci si rialza, si va vanti veloci o lentamente, ma mai, si torna al punto di partenza. “La nostra vita rimane parte di noi, ci trasforma, e sta qui tutto il gioco dell’essere vivi, tornare a volare, rialzarsi, anche quando scende la nebbia tra le montagne o quando i temporali bagnano le nostre ali”.

Nella sala sintonia perfetta con il pubblico che, a fine serata, ha portato alla luce, con domande mirate, il senso di solitudine delle famiglie che si trovano a vivere esperienze simili.

Le emozioni di fine serata e l’impegno ad andare avanti, non solo delle autrici, ma di tutta la sala si sono concretizzate nelle parole della canzone di Fiorella Mannoia “ Combattente ” interpretata da Moka, che, con una voce calda, ha fatto trasparire le emozioni della serata.

Sulla porta i saluti, gli abbracci, le copie del libro firmate, ma soprattutto la certezza che era valsa la pena scriverlo un libro e mostrarsi nudi di fronte al giudizio. Perché le parole, se dette nella maniera giusta, sanno abbracciare e dare conforto.

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