uova pasqua

Il diario di Massi oggi ci fa tornare piccini. Il giorno di Pasqua, da bambini, era l’occasione per stare con i nonni che davano sfogo alle loro arti culinarie. Da grandi, invece, vale il detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”

La Pasqua, le uova di cioccolata e quelle benedette, i pranzi infiniti e l’amore dei nonni. Sei ieri ci ha fatto rivivere la vigilia allo stadio Franchi, oggi il diario di Massi ci fa rivivere quei sapori lontani, facendo breccia nei cuori più nostalgici. Con il suo personale racconto della Pasqua della sua infanzia, Massi celebra in maniera affettuosa un patrimonio immenso comune a tutti: i nonni.

“Il giorno di Pasqua l’ho spesso passato in famiglia. Altre volte con gli amici rispettando il vecchio detto ‘Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi‘. Quando l’ho passato in famiglia, è stato un momento di incontro con i parenti. Come non ricordare la Pasqua a casa della nonna Tina, mamma di mia mamma. Partivamo già il sabato mattina da Siena per raggiungere Rassina in provincia di Arezzo, ai piedi del Casentino, dove è cresciuta mia mamma e dove abitava la mia dolce nonna materna.

Quando andavamo a trovarla, era il massimo momento di gioia nel vedere i nipoti, mia mamma e mio babbo. Per la Pasqua nonna era già organizzata da giorni. Per la vigilia andavamo giù nell’orto a prendere le uova dalle due galline che aveva nonna e che ci facevano sempre ottime uova fresche. Poi mentre io e mio fratello giocavamo, lei e mamma iniziavano a preparare la pasta fresca fatta rigorosamente a mano. Tagliatelle o ravioli che preparavano con tanta cura.

Poi l’odore del ragù al fuoco che era l’accompagnamento giusto per la pasta o i ravioli appena fatti. E mentre il sugo finiva di cuocere, alla nonna scappava sempre la fettina di pane con il ragù per fare uno spuntino a me e mio fratello, che altrimenti la mandavamo al manicomio.

La mattina di Pasqua, portavamo le uova a benedire nella chiesa a pochi passi da casa di nonna e, una volta tornati, ci dava le uova di cioccolata che ci aveva preso. Mio babbo si metteva a nazzicare e preparava la brace per cuocere la carne sul camino del salotto, mentre nonna metteva a cuocere la carne su un vecchio girarrosto a carica manuale che, quando era da ricaricare, suonava.

I bei pranzi con mio babbo, mamma, mio fratello, la nonna, gli ziii, i cugini tutti insieme a gustarci tante leccornie appositamente preparate. Poi nel crescere, quando sono diventato adulto, spesso ho fatto la Pasqua con gli amici. Le nostre grigliate all’aperto, oppure pranzo in famiglia e il pomeriggio a giocare fuori insieme. Lo scorso anno, quando dopo il pranzo in famiglia, sono andato con un amico e un fantino per portare alle corse di addestramento del Palio di Legnano un cavallo della sua scuderia, corse che si sarebbero disputate il giorno successivo.

Il lungo viaggio fino a Legnano, allietato da tante chiacchiere e risate fatte insieme, che mi hanno fatto passare Pasqua e Pasquetta serene, fra amici”.

Massimiliano Bellaccini
Senese, appassionato contradaiolo tifoso da sempre del Siena, mi piace l'ippica in tutti suoi aspetti, il Palio e amo i cavalli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui