“Noi ristoratori siamo perseguitati da tasse e spese insostenibili” ha commentato Domenico, titolare e chef del ristorante di Chianciano Terme che ha chiuso definitivamente i battenti

“A nostro malincuore dobbiamo informarvi che chiudiamo definitivamente”. Si sono risvegliati nel peggiore dei modi gli abitanti di Chianciano Terme, con una notizia che ha scosso e stupito la comunità locale: il ristorante Patry, uno dei più conosciuti della cittadina termale, ha infatti deciso di abbassare la saracinesca “dopo un anno di chiusure, tasse, pagamenti e merce buttata più e più volte”. Quella della famiglia Caddia, titolare dell’esercizio commerciale, è stata una scelta drastica ma necessaria, e riassume in maniera perentoria il momento di crisi che, ormai da un anno, sta facendo tabula rasa tra le attività (solitamente) aperte al pubblico, senza distinzioni di genere.

A metterci la faccia è stato Domenico, che del ristorante Patry era anche lo chef: “Abbiamo riaperto a luglio, agosto e settembre, ma non è bastato”, ha commentato, quando siamo riusciti a contattarlo. “Abbiamo provato a lavorare con l’asporto, giusto per mantenere un servizio per i nostri clienti. Mi creda, però: un’attività non si può mantenere con il solo asporto. Noi ristoratori siamo perseguitati da tasse e spese insostenibili” ci ha detto, rincarando successivamente la dose: “Lo Stato ci ha ingannato e promesso cose che poi non ha mantenuto. Nel 2020 ho pagato le stesse tasse di un anno a pieno regime, e questo per me non è giusto. Mi sento derubato e abbandonato dallo Stato italiano, specialmente ora che dopo aver versato tante migliaia di euro di tasse non mi spetta niente. Gli aiuti, poi, sono stati totalmente inadeguati”.

Nelle parole di Domenico si percepisce l’afflizione di una persona che ce l’ha messa tutta per provare ad andare avanti: “In questa situazione, il destino di tutte le aziende oneste non può che essere quello di chiudere. Dietro ad un’attività c’è una famiglia da mantenere, ci sono gli affitti da pagare, ci sono tante cose che spesso, chi è all’esterno non prende nemmeno in considerazione. È un anno che resistiamo, ma con quattro figli a carico non potevo più andare avanti – conclude. Ora mi trovo, dopo anni da imprenditore, a non sapere cosa fare domani. Dovrò cercare un lavoro, ma sinceramente non so da dove iniziare”.

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