La nostra analisi settimanale degli schieramenti confermati e delle discese in campo per la corsa a Palazzo Pubblico in vista delle amministrative del 2023

Qualcuno si è stupito del fatto che l’ex parlamentare e sindaco di Siena Franco Ceccuzzi sia stato nominato nella direzione provinciale del Pd.

Uno stupore con poco senso, a nostro avviso, per un semplice fatto: Ceccuzzi è sempre stato iscritto al Pd, ha sempre fatto parte, anche dopo l’addio alla poltrona di primo cittadino, degli organismi dirigenti del partito, comunali o provinciali. Insomma, c’è sempre stato. E anche se non fosse stato così, vi pare non ci siano più state internamente al Pd persone a lui vicine, definite come “corrente” (come tante ci sono nel partito di Letta)?

Interessante è invece l’evoluzione dei rapporti fra il terzo polo e lo stesso Pd. I primi dovrebbero forse fare un primo passo: ovvero cercare un di chiarirsi internamente. Perché, per ricordarne la composizione, al loro interno ci sono alleati del Pd come In Campo e la stessa Per Siena di Piccini o associazioni che prendono le radici dal Pd come Logo.

Per il momento succede che il consigliere Staderini continua a ribadire di non voler sentir parlare di Pd. Il neo segretario provinciale del Pd Valenti ha detto invece di essere pronto a dialogare con il terzo polo. Però il Pd non toglierà il simbolo, come fece Letta per le suppletive. Gioco, insomma, ma con il mio pallone. Per ora è così ma si sa che la politica ha le sue evoluzioni e le sue schermaglie e tutto può cambiare in due settimane (ricordiamo ancora, ad esempio, l’alleanza Piccini-Valentini nel 2018…). 

E il centrodestra? Non è che la situazione sia delle migliori anche fra i partiti che, assieme ad alcune liste civiche, dovrebbero appoggiare la ricandidatura del sindaco De Mossi. Lo scossone nazionale derivato dalla rielezione di Mattarella rischia di mandare in confusione le alleanze locali, con possibili fughe in avanti di qualcuno. Ma soprattutto: tolte le Foibe e qualche altra polemicuccia, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia ci sono o ci fanno nel dibattito politico cittadino?

Un punto finale sulla manifestazione organizzata “a sostegno” del Santa Maria della Scala.

Con una premessa: il Comune non ha rinnovato un contratto con un gestore privato. Se sia giusto o sbagliato lo diranno i risultati futuri che questa decisione porterà, pare complicato dare un giudizio immediato se non si vuole cadere in una difesa pregiudiziale di chi c’era. Certo il passaggio poteva essere gestito meglio dalla stessa amministrazione, con maggiore dovizia di particolari.

Qualche perplessità la solleva invece la manifestazione, che arriva a meno di una settimana dalla dipartita del gestore stesso e dall’entrata del nuovo. Per carità, il libero pensiero è e deve rimanere intoccabile. I sottoscrittori, però, sono tutti (tutti, nessuno escluso) vicini o immersi nel centrosinistra.

Non abbiamo ricordo di manifestazioni simili quando altri e ben comprovati scippi sono stati perpetrati.

E non abbiamo ricordanza di eventi del genere quando il Santa Maria della Scala non riusciva ad avere una “governance” o quando arrancava quanto adesso.

O forse se ne erano andati?

Il giornalismo è una professione che non si sceglie, è lui che sceglie te. Ho sempre creduto che il valore di un vero professionista sta nel fatto di mettersi completamente a servizio del "racconto", stare un passo indietro piuttosto che sentirsi gli attori di ciò che scriviamo. Noi siamo solo il tramite per far arrivare il "racconto". Per questo prendo in prestito le parole di Joseph Pulitzer per ricordare la raccomandazione più importante: "Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce."

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