“Serietà, ascolto e un percorso condiviso per costruire la città del futuro”

Il primo appuntamento è fissato per il 22 febbraio, alle 18.30, alla sala polivalente “La Ginestra”: sarà quella la prima occasione pubblica di presentazione della candidatura a sindaca di Susanna Cenni e della campagna elettorale in vista delle Amministrative 2024 a Poggibonsi. Una campagna elettorale che sarà convintamente popolare e con la volontà forte di costruire ascolto e trovare risposte alla quotidianità.

Dopo la decisione dell’assemblea comunale del Partito Democratico, maturata il 29 gennaio scorso, d’altronde, Susanna Cenni ha iniziato un percorso di ascolto e confronto con la città e le sue diverse anime, incontrando persone e ascoltando donne e uomini del territorio con serietà, limpidezza e responsabilità. Sarà questo, infatti, lo stile della campagna elettorale: un modello aperto e partecipato, basato sull’ascolto della comunità e sulla costruzione condivisa di una visione per la città del futuro. 

«In questi giorni – afferma la candidata sindaca – sto ascoltando racconti di impegno quotidiano, visioni del futuro e, certo, anche criticità. Gli incontri continueranno e cresceranno, andando nei quartieri, nelle strade, nelle frazioni, ovunque i problemi sono più sentiti e vissuti. La nostra sarà una campagna popolare, attenta ai bisogni, alle donne, alle giovani generazioni e basata sull’ascolto e la costruzione, sulla partecipazione e sull’apertura alle competenze e alle esperienze per la definizione delle idee e del programma che delineeranno la città futura».

Gli stessi principi di apertura, inoltre, saranno fondamentali per definire possibili alleanze in vista delle elezioni. «Abbiamo cominciato ad incontrare realtà politiche e civiche cittadine – aggiunge Cenni – con cui prosegue un lavoro di confronto positivo e fattivo. Lo stiamo facendo con trasparenza, responsabilità e con molta serietà, lontani da ogni tatticismo».

Presto sarà diffuso il calendario di iniziative, di incontri e appuntamenti sul territorio, a partire, appunto da quello del 22 febbraio.

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